Vedo,  sento ma non parlo!

Vedo, sento ma non parlo!

L’intero mondo della comunicazione e della rete è in fermento per la cosiddetta “Legge Bavaglio” che verrà presentata alla Camera non oltre la prossim...

la legge bavaglio nega ai cittadini il diritto di essere informatiL’intero mondo della comunicazione e della rete è in fermento per la cosiddetta “Legge Bavaglio” che verrà presentata alla Camera non oltre la prossima settimana. Il nostro premier sembra avere molta fretta,infatti, di approvare questa ennesima legge “ad personam” che gli permetterebbe di evitare tutti gli scandali scoppiati con la pubblicazione delle vergognose intercettazioni telefoniche a suo carico. Una legge che prevede,infatti, l’impossibilità di pubblicare le intercettazioni (anche dopo che il segreto istruttorio è stato sciolto) e rende più difficile la delibera di autorizzazione a mettere sotto controllo linee telefoniche e ambienti privati. Ci vorrà infatti l’autorizzazione di un intera commissione di magistrati e la certezza che il reato sussista.

Un provvedimento che non difende la privacy,ma i “malaffari del potere”.  Questo ddl ha come unico obbiettivo quello di non permettere la pubblicazione,nell’immediato,di notizie che perdono di senso se pubblicate due o tre anni dopo,impedendo così che se ne parli. Ciò rende ancora più visibile quanto questo governo abbia paura che,in poche battute, sia possibile capire come è costruito il meccanismo del potere “sporco”.

Un’altra legge che,dopo la riforma Gelmini, ci vuole tutti più ignoranti,togliendo il diritto di ogni cittadino a poter avere un informazione libera e corretta. Una legge che permette a corruttori,mafiosi e faccendieri di “passarla liscia” davanti all’opinione pubblica e sempre più spesso anche davanti alla giustizia. Una legge che per proteggere delinquenti di ogni tipo,schiaccia un diritto fondamentale del cittadino.

Inoltre, rendere più difficile la disposizione delle intercettazione e impedirne la pubblicazione è un danno enorme per il contrasto alla criminalità organizzata,poiché tutelando chi è vicino alle organizzazione,anche queste vengono indirettamente tutelate. Basti pensare al caso Cosentino,sul quale nessuno avrebbe potuto scrivere, visto che l’accusa è stata formalizzata solo dopo molto tempo dall’avvio delle indagini; poteva essere scritto solo che era partita un’ inchiesta dell’Antimafia di Napoli senza però poter indicare le ragioni di ciò. Nessuno potrebbe spiegare sui giornali, in modo chiaro, perché Cosentino dovrebbe essere arrestato. Lo stesso vale per la vicenda Bertolaso: nessuno potrebbe spiegare con elementi concreti chi sono Anemone e Balducci. Ma anche episodi gravi, come quello dell’Asilo Cip&Ciop, non sarebbero venuti alla luce e non sarebbe stata possibile nemmeno la pubblicazione di libri come Gomorra o trasmissioni come Report o Le Iene.

Inevitabile chiedersi perché, se la maggioranza è costituita da cittadini onesti e “puliti”, si senta la necessità, ”per un problema di privacy”, di rischiare che inchieste di fondamentale importanza possano essere nascoste all’opinione pubblica, privando inoltre la magistratura di strumenti fondamentali per la lotta all’ illegalità.

La risposta più logica è che questa legge sarà solo l’affermazione di un potere che non deve essere raccontato,al quale tutto è concesso.

Giulia Ercolini

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