Un’alternativa socialista per l’Europa!

Un’alternativa socialista per l’Europa!

Qualche giorno fa al Palazzo dei Congressi di Firenze si è tenuta la tavola rotonda “Un’Alternativa socialista per l’Europa” durante la qu...

Qualche giorno fa al Palazzo dei Congressi di Firenze si è tenuta la tavola rotonda “Un’Alternativa socialista per l’Europa” durante la quale si è discusso del Manifesto lanciato da Harlem Desir, eurodeputato e candidato alla Segreteria del Partito Socialista francese, “For a European Socialist Alternative”.

Il Manifesto, sottoscritto da molti eurodeputati del gruppo Socialisti & Democratici, parte dagli errori di una politica di austerità, una politica che si è rivelata- e sta continuando a rivelarsi- fallimentare-; parte quindi dalla necessità di un’alternativa chiara per il futuro dell’Europa.

Un’alternativa che si basi sui principi di una responsabilità condivisa, di una crescita sostenibile e di una lotta contro le diseguaglianze. Un’alternativa che sappia finalmente dare una risposta europea ad una crisi mondiale.

Di fronte infatti ad un mondo sempre più globalizzato ed interconnesso, all’aumento delle interrelazioni tra tutte le parti del mondo, ad una crisi economico-finanziaria che ha toccato spazi geografici tra loro estremamente distanti, è utopia pensare di affacciarsi sulla scena pubblica globale tornando indietro al modello degli stati nazionali del diciottesimo secolo, rimpatriando le competenze che sono state cedute a Bruxelles alle capitali nazionali.

Un’azione collettiva in Europa è semplicemente indispensabile.

É compito quindi dei progressisti fare delle proposte alternative e realistiche, sviluppare una piattaforma comune della Sinistra europea al fine di creare un’altra Europa.

La nuova visione del nostro continente-contenuta nel Manifesto e discussa durante la tavola rotonda- parte da una politica economica per l’Unione che si occupi innanzitutto di crescita, impiego ed inclusione sociale; da una riforma del bilancio dell’Unione, da una maggiore integrazione delle politiche economiche, dall’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, da degli investimenti europei tramite Project Bonds, da una più unita presenza sulla scena pubblica internazionale e- in particolar modo- da un rafforzamento della democrazia europea.

Grazie ad un cambiamento degli equilibri politici europei, che ha portato tra l’altro a quello che è stato definito un inedito “asse mediterraneo”, alcuni di questi obiettivi potrebbero essere a breve concretizzati.

Nonostante le “reticenze” di alcuni Stati e le ambiguità che ancora ci sono su alcuni punti (ambiguità che saranno però presto chiarite dal Vertice dei Ministri delle Finanze dell’eurogruppo), l’importante partita politica che è stata giocata il 28 e 29 giugno al Justis Lipsus (il palazzo del Consiglio Europeo) fa intravedere un barlume di speranza riguardo la stabilità finanziaria, il Patto per la crescita, l’unione bancaria (sebbene a medio termine) e l’integrazione politica (prevista però per il lungo termine).

Il Consiglio Europeo ha quindi portato ad alcuni elementi di novità, sia in campo economico che politico, elementi di novità che però non posso essere considerati sufficienti.

Il ruolo di una Sinistra democratica e riformatrice è adesso quello avviare un processo che- anche attraverso l’adesione e la mobilitazione dei cittadini europei- porti a rifondare il Progetto europeo.

A questo riguardo, le elezioni del Parlamento Europeo del 2014 rappresentano un meeting democratico estremamente importante, al quale non dobbiamo arrivare impreparati.

É stato affermato durante la tavola rotonda del 29 giugno:” L’Europa è la scena minima per la ricostruzione della Sinistra, e la Sinistra è il ‘collante’ minimo per costruire gli Stati Uniti d’Europa”.

Ai Socialisti & Democratici, quindi, il compito di costruire quell’Europa sociale, democratica e federale di cui- ora più che mai- abbiamo bisogno.

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