Trattiamo e affrontiamo le problematiche dei lavoratori autonomi

Trattiamo e affrontiamo le problematiche dei lavoratori autonomi

I lavoratori autonomi sono, oggi più che mai, bisognosi di tutele; i Giovani Democratici Toscana stanno costruendo un percorso da condividere insieme ...

I lavoratori autonomi sono, oggi più che mai, bisognosi di tutele; i Giovani Democratici Toscana stanno costruendo un percorso da condividere insieme alle Associazioni, maggiormente rappresentative a livello regionale, e agli Ordini Professionali al fine di discutere ed affrontare le principali problematiche.

Le tematiche che per adesso sono venute in rilievo sono varie: fiscalità, formazione, recupero crediti.

La nuova Legge di Stabilità prevede un innalzamento del regime forfetario da tre a cinque anni ed un abbassamento dell’aliquota dal 15% al 5%, ma la domanda sorge spontanea “Cosa succede dopo i primi cinque anni?”.

Il regime forfetario è nato per facilitare i lavoratori autonomi a farsi i propri clienti ed iniziare la loro attività lavorativa, ma questi giovani o meno giovani passati cinque anni vedono aumentarsi notevolmente la loro tassazione.

Una valida idea potrebbe essere quella di applicare ai lavoratori autonomi, dopo i primi cinque anni di regime forfetario, una tassazione analoga a quella dei lavoratori dipendenti, quindi aliquote IRPEF divise per fasce ed applicazione di esse in modo proporzionato e progressivo al reddito, come previsto dall’art. 53 della nostra Costituzione.

Ciò determinerebbe una regola, chiara, precisa ed uguale per tutti, ma soprattutto una situazione stabile e non un clima di incertezza di tassazione che varia ogni anno, come sta accadendo ultimamente. Inoltre, questa previsione contrasterebbe anche il “lavoro a nero” poiché per rimanere su una tassazione agevolata del 15%, ad oggi, il lavoratore non deve fatturare più di 30.000 euro e spesso per rimanere entro questa soglia parte degli incassi vengono messi fuori fattura.

Dobbiamo superare l’idea del lavoratore autonomo come imprenditore, sono figure completamente diverse e soprattutto negli ultimi periodi i lavoratori autonomi sono spesso usati per affiancare i lavoratori dipendenti, sempre con il fine della flessibilità occupazionale tanto cara, oggi, alle imprese.

In tema di formazione molti ordini richiedono, affinché il lavoratore autonomo rimanga iscritto, una formazione di base.

Spesso le formazioni in questione non sono gratuite ed in questi casi è necessario un intervento di risorse proprio come sta avvenendo con i docenti a seguito della riforma della “Buona Scuola”.

L’intervento vi deve essere, però, anche laddove la formazione di base è garantita dall’ordine per acquisire una formazione aggiuntiva.

Le risorse in questione non dovranno essere erogate “a pioggia”, ma valutate e concesse in modo proporzionato al reddito dichiarato dal lavoratore autonomo (ovvero meno guadagni più ti aiuto per la tua formazione).

Con ciò si auspica un miglioramento qualitativo delle prestazioni lavorative dei lavoratori autonomi ed una loro maggiore qualificazione e specializzazione.

Infine, il tema del recupero crediti è molto delicato, oggi troppo spesso i liberi professionisti emettono notule che mai verranno pagate.

Essi dedicano, tempo, soldi (che spesso devono anticipare) e competenze a clienti che poi risultano essere inadempienti.

Per ovviare a ciò vi sono varie proposte, tra cui quella di far pagare una certa quota della notula prima di iniziare il lavoro, per poi saldare il tutto solo quando il lavoro sarà concluso.

Chiara Brizzi, Responsabile Politiche del Lavoro GD Toscana

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