STAGE – GD: “Bene firma protocollo in Regione tra categorie e sindacati”

STAGE – GD: “Bene firma protocollo in Regione tra categorie e sindacati”

“Siamo molto soddisfatti della firma di oggi: vedere che da noi in Toscana tutto il mondo produttivo, dalle rappresentanze dei lavoratori a quel...

stage“Siamo molto soddisfatti della firma di oggi: vedere che da noi in Toscana tutto il mondo produttivo, dalle rappresentanze dei lavoratori a quelle datoriali, convergono su una proposta tesa a rimettere un pò di ordine nei diritti, specie dei più giovani, ci fa ben sperare”.

Così il segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana Andrea Giorgio commenta positivamente la firma del protocollo d’intesa tra sindacati e associazioni di categoria per stage e tirocini di qualità avvenuto oggi in Regione alla presenza dell’Assessore al Lavoro Gianfranco Simoncini.

“La Carta dei tirocini e degli stage – aggiunge il segretario dell’organizzazione giovanile del Pd –  raccoglie molte delle indicazioni contenute nella proposta presentata dai Giovani Democratici di Firenze quasi un anno fa, per riportare questi strumenti di accesso al lavoro al loro ruolo originale da cui sono stati allontanati negli ultimi anni degenerando in un vero strumento di sfruttamento legale”.

“Con la firma di questo protocollo – dice Andrea Giorgio – la Regione Toscana si pone all’avanguardia in Italia sul tema degli stage: dopo il pacchetto Giovani Sì ancora una volta dimostriamo quanto in questo territorio il Partito Democratico sia attento ai giovani ed al futuro delle nuove generazioni. Adesso aspettiamo che tutto questo si trasformi in una legge, importantissima per i 15.000 giovani toscani che ogni anno fanno uno stage. Continueremo a lavorare su questo, intanto aprendo un dibattito sul ruolo degli stage nell’Università, poi provando a fare chiarezza su praticantati e tirocini curriculari, tutti settori in cui la Politica dovrebbe intervenire per sottrarre i giovani da una condizione di subordinazione e sfruttamento insopportabili.

Queste sono le risposte che vogliamo dalle amministrazioni e dalla politica, risposte che provano a ridare senso a date come il primo maggio che non possono essere celebrate solo con polemiche sull’apertura o meno dei negozi ma che devono ritrovare la propria forza nel tentativo di coniugare modernità e diritti specie per i più giovani”

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