Soccorso ai rifugiati: da Coltano all’arrivo dei cittadini tunisini, come vanno le cose nelle strutture pisane

Soccorso ai rifugiati: da Coltano all’arrivo dei cittadini tunisini, come vanno le cose nelle strutture pisane

Sono arrivati ieri mercoledì 6 aprile a Pisa, 70 dei 500 migranti destinati alla Toscana. Scongiurato il rischio di vederne arrivare 1000 o 2000 (cifr...

rifugiatiSono arrivati ieri mercoledì 6 aprile a Pisa, 70 dei 500 migranti destinati alla Toscana. Scongiurato il rischio di vederne arrivare 1000 o 2000 (cifre improponibili per Pisa) secondo le prime volontà del Governo, nella lugubre ex base radar di Coltano, giovani tunisini si trovano ora in strutture adeguate nelle località di San Piero a Grado e Piaggerta, all’interno del Parco di San Rossore.

Insomma, che dire?… Sono arrivati gli alieni?! Sono tornati i saraceni ad infestare le coste Toscane?! Porteranno con se licantropi e vampiri? (A quello hanno già pensato con le riprese di New Moon a Montepulciano)… Mamma li turchi?!… scusate, ma il sarcasmo è per qualche politico locale di destra che sta diffondendo il panico, senza riuscirvi.

Comunque, a parte questo, si è trattato di un arrivo molto composto e senza problemi.

Gli amministratori dei Comuni interessati, quelli di Pisa e San Giuliano (nel resto della Provincia ci sono Santa Croce e Montopoli V.no), si sono recati sui luoghi di accoglienza per verificare le condizioni dei migranti.

Il sindaco di Pisa Filippeschi, il collega di San Giuliano Terme Panattoni, il presidente della Provincia Pieroni e il presidente del Parco Lunardi, hanno quindi parlato con i ragazzi che sono apparsi molto stanchi, ma disponibili al dialogo e con le idee molto chiare su dove andare. Chi vuole recarsi in Francia, Svizzera, Belgio. Questi i luoghi dove molti di loro hanno già i parenti, manifestando l’intenzione di voler lavorare in quei paesi e l’unico tra loro che ha sostenuto di voler rimanere in Italia ha detto: «Io vorrei rimanere qui a lavorare, ho tre bambini e una moglie da mantenere in Tunisia».

Un’offerta di soccorso quella di Pisa che si era manifestata sin dai primi giorni di protesta a Coltano. Qui gli abitanti si sono uniti al sindaco Filippeschi e alle forze politiche di Governo cittadino per manifestare tutta la loro contrarietà nel rinchiudere i migranti nella ex base radar; un luogo cadente, con doppio filo spinato, dove ci sarebbero stati problemi per l’incolumità di tutte le persone che avrebbero risieduto nello spazio, nonché per le spese esorbitanti per rimettere la struttura in condizioni adeguate (si parlava di 250mila euro solo per la bonifica del terreno e altre centinaia di migliaia di euro per aggiustare strade e fare impianti di utenza).

Altra nota positiva è la maturità con la quale gli abitanti di San Rossore affrontano la questione. Già a Coltano, dove la protesta non era per negare soccorso ma contro il metodo di gestione della situazione, nonostante la tensione fosse palpabile, gli abitanti si sono comportati in maniera civile.

Diverso il discorso per la località di Calambrone, dove era stato individuato un luogo presso l’ex-Ospedale ortopedico (già sede in passato di un campo per profughi albanesi) e dove un piccolo gruppo di abitanti e imprenditori, riunitisi in presidio, hanno manifestato ostilità prima aggredendo i giornalisti con appellativi del tipo “ti si rompe tutto di botte” e “siete peggio de l’Unità giornale di m….”, poi con mani addosso e parapiglia. Non contenti alcuni hanno occupato lo stabile. Il risultato che ne è scaturito è stato il sabotaggio della struttura con devastazioni per migliaia di euro di danni (ad un bene pubblico) secondo le stime dell’Azienda ospedaliera, proprietaria dell’immobile. All’interno sono state lasciate inoltre scritte a sfondo razzista. Immaginate voi l’area politica di appartenenza. Un episodio disdicevole che non scalfisce però la volontà pisana di dare aiuto a queste persone.

A San Rossore e San Piero comunque nessun problema da parte di abitanti e imprenditori, così come per gli immigrati.

E’ da sottolineare comunque come la sinergia tra la Regione Toscana, Comuni e altri enti di soccorso, laici e religiosi, sia stata decisiva per una gestione tranquilla e di qualità, grazie al modello varato dal presidente della Regione Rossi in alternativa a quello del Governo, ben accolto dai Comuni pisani.

Non c’è da essere contenti o scontenti, a favore o a sfavore. Non c’è bisogno di retorica. E’ solo necessario dare una mano.

E con questo spirito i parlamentari toscani PD Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti, insieme a Khalid Chaouki, Responsabile seconde generazioni-Forum immigrazione PD e al segretario della Federazione di Pisa Francesco Nocchi, hanno fatto visita ai quattro campi presenti nella Provincia pisana. Un sopralluogo per accertarsi delle condizioni dei cittadini tunisini e per dialogare, spiegando come funziona la legislazione italiana in materia di immigrazione, con tutte le possibilità che si presentano loro.

I quattro esponenti del PD hanno riscontrato l’età molto giovane dei ragazzi ospiti nelle strutture, un dato che contraddistingue il fenomeno anche nel resto d’Italia, e la conferma di come il “Modello Toscana” fino ad oggi stia perseguendo i propri obbiettivi, cioè quelli di fornire assistenza in luoghi abitabili e non sovraffollati, dove converge l’impegno di Enti locali e associazioni di soccorso. Anche i ragazzi però stanno dando una mano per rendere la vita di tutti più facile. In tutte le strutture ad esempio provvedono alla pulizia degli spazi interni ed esterni, lavando e stendendo i panni e cercando di passare il tempo con lezioni di italiano, giochi e compagnia, magari cantando una bella canzone nella nostra lingua dato che in molti sono appassionati degli artisti della penisola…

Questo succede nelle strutture pisane.

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