Sicurezza ed eventi pubblici, un appello per regole proporzionate

Sicurezza ed eventi pubblici, un appello per regole proporzionate

Nelle scorse settimane, conseguentemente ai fatti di Torino (7 Giugno), il Ministero degli Interni ha inviato a Prefetture, Questure e Comuni, la cosi...

Nelle scorse settimane, conseguentemente ai fatti di Torino (7 Giugno), il Ministero degli Interni ha inviato a Prefetture, Questure e Comuni, la cosiddetta “circolare Gabrielli”, redatta dal Capo della Polizia Franco Gabrielli, che indica le nuove regole per la gestione degli eventi pubblici.

In particolare la circolare muove da alcuni elementi. Il modello organizzativo delineato presuppone lo scrupoloso riscontro delle garanzie di “safety” e “security” necessariamente integrate, in quanto requisiti imprescindibili di sicurezza senza i quali pertanto le manifestazioni non potranno avere luogo. In particolare, per quanto riguarda la safety, il comune dovrà valutare la “capienza delle aree” delle manifestazioni, individuare gli spazi di soccorso, emettere i provvedimenti di divieto di vendita di alcolici e di bevande in vetro e lattine, “che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità”. Gli organizzatori (i privati, tra cui spessissimo figurano associazioni, organizzazioni, ecc..) dovranno “regolare e monitorare gli accessi” con “sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso fino all’esaurimento della capacità ricettiva” (in questa fase la polizia sarà di “ausilio”), prevedere percorsi separati di accesso e di deflusso del pubblico con indicazione dei varchi.

Ai vigili del fuoco spetterà il compito dei piani di emergenza e antincendio. Sempre i privati dovranno schierare sul campo “steward preparati” per l’assistenza al pubblico. I responsabili della Sanità avranno la responsabilità dell’emergenza e dell’urgenza sanitaria. La prefettura dovrà controllare esercitare il suo ruolo di controllo e supervisione mediante “sopralluoghi per una scrupolosa verifica della sussistenza dei previsti dispositivi di safety e l’individuazione delle cosiddette vulnerabilità”. Quindi dovrà presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica (coinvolgendo anche la polizia municipale) “per la vigilanza attiva nelle aree urbane”.

Per quanto riguarda la security ci si concentra sulle responsabilità della Questura che cominciano dallo “sviluppo di una mirata attività informativa per valutare una eventuale minaccia”. Quindi le forze dell’ordine dovranno “mappare la videosorveglianza al fine di collegarla con la sala operativa”, svolgere una intensa “attività di prevenzione” sul territorio, svolgere “controlli e bonifiche” in quei posti dove possono “essere celate insidie” (leggi bombe, ndr) . Quindi dovranno individuare “aree di rispetto” nelle quali perquisire persone che possono portare all’interno della manifestazione armi o oggetti pericolosi. Infine, dovrà essere allestito un blocco del traffico per evitare l’ingresso di “veicoli”.

Come appare chiaro queste nuove norme impongono serie restrizioni e diverse difficoltà ad associazioni e comuni che vivono il forte rischio dell’annullamento di diversi appuntamenti estivi in tutta Italia, senza distinzione di regioni, provincie e comuni, anche a causa dell’esplosione del numero di pratiche burocratiche a cui adempiere e dei costi legati alla sicurezza. Ad aumentare la confusione c’è quella che sembra un’interpretazione caso per caso data da Prefetture e Questure di ogni provincia, portando spesso a grosse differenze tra territori vicini. In questa situazione i primi a farne le spese sono i primi cittadini e le amministrazioni locali, impotenti davanti ad una norma di livello nazionale che impedisce il normale svolgimento di feste, eventi che da sempre caratterizzano il nostro paese e le sue tradizioni.

In merito a questo crediamo che sia necessario dimostrare come i Giovani Democratici di ogni livello, dal territoriale al nazionale, come il Partito Democratico di ogni livello, dal territoriale al nazionale, si debbano fare portatori di una proposta di cambiamento radicale delle norme di sicurezza proposte dalla circolare seguendo il criterio della proporzionalità rispetto alla partecipazione di pubblico e alle possibilità organizzative ed economiche di associazioni e comuni.

Chiediamo quindi ai rappresentanti istituzionali e politici dei Giovani Democratici e del Partito Democratico, di spendersi per questo adeguamento fondamentale, sostenendo anche l’iniziativa che già ANCI Nazionale ha già avviato in questo senso.

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