PREMIARE IL MERITO ABBASSANDO LE TASSE ? SI, MA SENZA DISTINZIONI SUPERFICIALI

PREMIARE IL MERITO ABBASSANDO LE TASSE ? SI, MA SENZA DISTINZIONI SUPERFICIALI

Le nuove regole della legge di stabilità a cui tutti gli atenei italiani si stanno adeguando, ateneo fiorentino compreso, stanno facendo discutere il ...

Le nuove regole della legge di stabilità a cui tutti gli atenei italiani si stanno adeguando, ateneo fiorentino compreso, stanno facendo discutere il mondo degli studenti universitari. Nel mirino ci sono varie categorie: studenti fuoricorso, studenti esentasse, studenti economicamente agevolati.
D’ora in poi la tassazione universitaria si baserà su due nuovi criteri: regolarità della carriera dello studente e produttività in termini di crediti formativi.
Regole chiare e definite per ogni categoria? Assolutamente No. La manovra che prevede un’area no tax per la fascia di reddito pari o inferiore a 13.000€ ed un abbassamento drastico della tassazione per la fascia 30.000€, varrà solo per coloro che sono meno di un anno fuoricorso, che hanno ottenuto almeno 10 crediti nel primo anno universitario e 25 nell’anno successivo. Manovra quindi a favore degli economicamente gravi ma produttivamente eccellenti, ma cosa capita a coloro che per determinate necessità ( in alcuni casi anche serie) non riescono ad essere in pari con gli studi? Chi non riesce ad essere in pari con gli studi in termini di regolarità della carriera e di produttività in quanto a crediti formativi vedrà l’aumento delle tasse universitarie.
Indifferente per gli economicamente agiati, distruttivo per gli svantaggiati. Essere Fuori corso non deve essere un privilegio di tutti, sopratutto non lo deve essere per i più ricchi.
All’interno di questa categoria troviamo un’innumerevole quantità di studenti, che lavorano per mantenersi gli studi, che non rientrano nello STATUS studente part-time e a causa di ciò rimangono indietro con gli studi. Dovranno quindi pagare di più.
Non dimentichiamoci dei Fuori sede, molti dei quali studenti lavoratori, che non sono riusciti ad ottenere una borsa di studio o una residenza universitaria, per cui hanno già da sostenere costi altissimi per il loro soggiorno, con tale sistema avranno un altro onere monetario a cui adempiere.
In tal senso dobbiamo stare attenti a porre questa riforma della tassazione sotto la voce Meritocrazia, sopratutto quando creiamo grosse differenze che, alla fine, nulla hanno a che vedere con il merito quanto con la capacità economica di pagarsi gli studi.
Tommaso Francioli Responsabile sapere metropolitano GD Firenze
Lorenzo Tinagli Responsabile sapere GD Toscana

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