Per uscire dalla crisi? Giovani, idee e lavoro!

Per uscire dalla crisi? Giovani, idee e lavoro!

Quando danno ai giovani dei bamboccioni divento verde: ci vogliono anche le possibilità oltre che la voglia di uscire di casa Parole di un giovane tos...

Quando danno ai giovani dei bamboccioni divento verde: ci vogliono anche le possibilità oltre che la voglia di uscire di casa

Parole di un giovane toscano che ha partecipato al progetto GiovaniSì.

Il Primo Maggio 2014 è stato lanciato ufficialmente il sito www.garanziagiovani.gov.it  e si è quindi concretizzata in Italia la Youth Garantee europea.

Nonostante il personaggio del video presente sulla pagina governativa sia un po’ inquietante, la Garanzia Giovani è un investimento serio: sono circa 2 miliardi (di cui 95 milioni alla Toscana) i soldi messi a disposizione all’Italia.




Il progetto regionale GiovaniSì finanzia l’autoimprenditorialità, i tirocini retribuiti e il servizio civile per i giovani; mentre la Youth Garantee ha come obiettivo primario i NEET, cioè i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non sono all’interno di percorsi di apprendimento: si vuol dare loro la possibilità di potenziare il proprio profilo professionale attraverso una formazione mirata ed in cooperazione con le aziende per poi lanciarli nel mondo del lavoro.

Finalmente sembra muoversi qualcosa. Fino ad oggi dalla politica non si riusciva ad ottenere altro che lo snocciolamento dei dati sempre più preoccupanti della disoccupazione giovanile. La colpa quasi ricadeva sulle giovani generazioni che avrebbero dovuto adeguarsi ai tempi, che avrebbero dovuto essere meno choosy e magari più flessibili. Insomma “non ci sono più i giovani di una volta”.

E certo che non ci sono più! Questa è la generazione più formata della storia che però rischia avere un futuro più incerto di quello dei propri genitori.

Per una volta l’Europa può essere promotrice di un cambiamento del dibattito nazionale: per esempio ieri, 24 Giugno, a Firenze, il commissario europeo László Andor, insieme al presidente Rossi e vari assessori della giunta, hanno incontrato giovani toscani con esperienze di tirocinio, imprenditori, professori universitari, soggetti del terzo settore, amministratori etc.
Tutti erano a palazzo Strozzi a parlare dell’interazione tra Garanzia Giovani e GiovaniSì, e di come potessero essere il primo passo verso l’uscita dalla crisi.


Le parole chiave sono state:

  • Formazione – perché l’adulato “made in Italy” può vincere la concorrenza non abbandonando mai i giovani a conoscenze diffuse e generiche, ma accompagnandoli in percorsi di specializzazione;
  • Innovazione – perché non si va avanti solo con la tradizione ma anche con la forza delle nuove idee che non smettono mai di fuoriuscire dalle università e dai luoghi di ricerca;
  • Fiducia nei giovani – perché la spinta innovatrice deve trovare supporto nella società per potersi costituire.


Si è parlato di strumenti flessibili, non di giovani flessibili. Facilitazione del credito per le StartUp; collaborazione nella formazione tra imprese e docenti nelle università, negli ITS (Istituti Tecnici Superiori) o nei Politecnici Professionali; lavoro nel terzo settore grazie al servizio civile: queste sono alcune delle attività in cantiere o in progresso nella nostra regione che sono state raccontate.

Non dobbiamo pensare che ora andrà tutto per il meglio: se queste rimarranno “buone pratiche” allora sono destinate al fallimento. Queste esperienze devono smuovere il dibattito rompendo l’ingessatura delle riflessioni legate alle vecchie idee e portare alla creazione di nuove possibilità, nuove vie per i giovani.

Un articolo di Michele Ceraolo,
responsabile Lavoro dei Giovani Democratici Toscana

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0