Obama per i diritti della persona, i vescovi lo attaccano

Obama per i diritti della persona, i vescovi lo attaccano

La settimana trascorsa ha testimoniato il ritorno sulla scena dei “grandi assenti” degli ultimi anni: i temi etici. In fondo, anche questo è un segnal...

obamaLa settimana trascorsa ha testimoniato il ritorno sulla scena dei “grandi assenti” degli ultimi anni: i temi etici. In fondo, anche questo è un segnale che gli Stati Uniti stanno lasciando la crisi economica sempre più alle proprie spalle.

A fine gennaio il ministero della Sanità, ottemperando alla legge di riforma sanitaria del marzo 2010, ha disposto che tutte le assicurazioni sanitarie provviste dai datori di lavoro debbano garantire alle lavoratrici la fornitura di farmaci anticoncezionali. “Tutte le assicurazioni” comprende anche quelle fornite da istituti gestiti dalla Chiesa cattolica. I vescovi americani si sono immediatamente sollevati contro la «inutile intrusione governativa» – argomenti che nelle primarie repubblicane sono stati ripresi dal cattolico Rick Santorum. La polemica si è accresciuta di giorno in giorno finché il 10 febbraio Obama ha proposto un compromesso secondo cui le istituzioni religiose potranno scegliere di non coprire il costo degli anticoncezionali, la cui fornitura dovrà comunque essere garantita dalla compagnia assicurativa. Nonostante il compromesso tuteli chiaramente l’obiezione di coscienza, i vescovi cattolici lo hanno ancora bollato come «inaccettabile».

Gli elettori cattolici sono uno dei fondamentali gruppi swing, “oscillanti”, ovvero in grado di determinare con il loro peso l’esito delle consultazioni: hanno sostenuto i democratici alle elezioni parlamentari del 2006 e 2008 ma hanno votato repubblicano nel 2010. Al di là della proposta di compromesso, cosa ha potuto spingere Obama ad una simile prova di forza in un anno elettorale, con i cattolici che potrebbero decidere il vincitore in Pennsylvania e in Ohio?

Forse è il fatto che, secondo i sondaggi, oltre la metà dei cattolici si dichiara a favore della copertura dei contraccettivi, di cui fanno uso il 98% delle donne cattoliche.

Ma c’è anche qualcosa di più. Tutte le rilevazioni in materia concordano nel sostenere che il movimento conservatore sta subendo un preoccupante calo di entusiasmo in vista della campagna presidenziale. Il problema è stato analizzato il 9 febbraio a Washington, alla Conferenza Conservatrice per l’Azione Politica. Gli opinionisti di destra che si sono succeduti negli interventi hanno sottolineato come i candidati repubblicani non siano capaci di aggregare e cementare consenso, né, meno che mai, di fornire una visione positiva che oltrepassi la pura critica a Obama. E il miglioramento dell’economia certo non aiuta, tanto che la maggioranza degli elettori indipendenti ritiene che i repubblicani stiano deliberatamente rallentando la ripresa economica.

La perdita di entusiasmo nel campo repubblicano deriva anche dalla aspra lotta interna. A meno della saldatura tra conservatori del Sud e del Midwest, che può avvenire per l’eventuale collasso di Gingrich anche nel Sud o per il ritiro di uno tra lui e Santorum, le primarie sembrano avviate ad uno stallo che potrà proseguire fino alla convenzione di agosto senza che nessuno ottenga la maggioranza. A quel punto sarebbe necessario scegliere tra l’unità del partito – e quindi la candidatura di un elemento esterno alla contesa delle primarie – e il rapporto tra partito ed elettori. Tra l’altro il nome più gettonato per la candidatura unitaria sembra essere quello di Jeb Bush, il fratello di George W. nonché governatore della Florida nelle elezioni del 2000. Per i democratici non dovrebbe essere troppo difficile incollare su Jeb l’immagine del fratello, durante il cui mandato è iniziata la contrazione dei posti di lavoro (febbraio 2008) e si è verificato il crollo finanziario (settembre 2008).

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0