L’ idea che è in me non l’ ucciderete mai

L’ idea che è in me non l’ ucciderete mai

Le scelte editoriali a volte sono scelte curiose. Come ad esempio quando, in un momento come quello attuale, dove il populismo si tinge di nero, la vi...

Le scelte editoriali a volte sono scelte curiose. Come ad esempio quando, in un momento come quello attuale, dove il populismo si tinge di nero, la violenza e l’intolleranza rischiano di tornare attualissimi valori politici di alcuno, si sceglie di allegare alla copia di un giornale il Mein Kampf, e lo si fa – dicono – per verità, storia, conoscenza. E’ verissima la necessità di uno studio approfondito della storia per non commettere ancora e ancora gli abomini del passato. Ma la sostanza e la forma qui si mischiano così tanto che ci resta difficile immaginare possa essere possibile farlo partendo dalla commercializzazione di un testo simile. La sostanza e la forma in politica si mischiano così tanto che a volte è proprio necessario contraddire, non essere d’accordo e dire la propria. Eccola: NO. Potrà non interessare, ma è necessario. E’ necessario essere vigili e poter, al pari degli altri, porsi come interlocutori e confutare tali azioni. Soprattutto oggi, 10 giugno, quando nel 1924 Giacomo Matteotti perse la propria vita. Solo un anno e otto giorni prima che il Mein Kampf vedesse la luce, la tenebra politica cugina di quanto stava accadendo in Italia, di quanto uccise Giacomo e migliaia di altri ancora.

Federica Scirè Responsabile Legalità GD Toscana

COMMENTS