LIBERI DI…muoversi

–          Favorire la mobilità studentesca Intervenire affermando una vera “cittadinanza studentesca regionale” richiede differenti passaggi, d...

–          Favorire la mobilità studentesca

Intervenire affermando una vera “cittadinanza studentesca regionale” richiede differenti passaggi, dalla regionalizzazione dei servizi dell’università, alla garanzia di un’effettiva mobilità per gli studenti, specie nell’ottica di una razionalizzazione dell’offerta formativa in Regione.

Nell’ultimo decennio il nostro sistema universitario regionale si è caratterizzato per un’elevata diffusione e frammentazione geografica: tutti gli atenei hanno distribuito la propria offerta formativa in più sedi distaccate, anche attivandovi un solo corso di laurea (ad esempio, nel caso dei corsi di 1° livello, dei 19 comuni sede di corso di laurea sono 8 quelli che ne hanno attivato soltanto uno).

Siamo favorevoli alla realizzazione di una politica di intelligente razionalizzazione dell’offerta formativa mediante accorpamenti delle sedi distaccate sottoutilizzate preservando, invece, quelle sedi che, in virtù della prossimità geografica e tematica alle specifiche vocazioni produttive di un territorio, possono migliorare il rapporto di interscambio tra università e tessuto economico, favorendo, tra l’altro, l’ingresso dei laureati nel mercato del lavoro. Le eventuali riduzioni degli insegnamenti e delle sedi distaccate dovranno però essere compensate con un rafforzamento dei servizi a favore degli studenti fuori sede e pendolari attraverso la costruzione di nuovi alloggi e la stipula di convenzioni sui trasporti che facilitino il raggiungimento delle sedi di studio.

Il tema della mobilità studentesca è peraltro centrale già oggi nella nostra Regione a causa della presenza di tantissimi studenti fuorisede e pendolari. Sui circa 120.000 iscritti negli atenei toscani, circa 35.000 provengono da fuori regione mentre 46.000 studenti Toscani sono iscritti in un Ateneo che ha sede in una Provincia diversa da quella di residenza (dati MIUR).

Sarebbe auspicabile quindi la stipulazione di una convenzione tra Regione, l’ARDSU, i 3 Atenei toscani e le aziende dei trasporti per finanziare un unico “abbonamento Studenti” a prezzo agevolato, con sconti legati alla condizione di studenti ( differenziandoli magari sulla base dell’ISEE), valevole per i trasporti su gomma e rotaia relativamente al percorso residenza/domicilio e luogo di studio, con estensione urbana qualora l’origine e/o la destinazione siano in un’area urbana.

Un intervento del genere promuoverebbe la c.d. “mobilità studentesca ecologica” permettendo agli studenti di spostarsi a livello regionale per finalità di studio utilizzando i mezzi pubblici a prezzi scontati attraverso un sistema d’integrazione tariffaria regionale. Tutto ciò anche in considerazione dell’impegno profuso dalla Regione negli ultimi anni nel sostenere numerosi progetti per la promozione della “mobilità sostenibile“, con l’intento di incentivare un maggiore utilizzo del mezzo pubblico negli spostamenti per motivi di lavoro e di studio.

La proposta in oggetto potrebbe essere realizzata anche utilizzando il modello di trasporto integrato già in vigore con la “Pegaso card” (i cui costi sono però fuori dalla portata degli studenti) prevedendo uno sconto collegato allo status di studente.

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