LIBERI DI… studiare

Diritto allo studio,  diritto di accesso all’università.   –          Aumentare la copertura dei servizi Crediamo sia necessaria, soprattu...

Diritto allo studio,  diritto di accesso all’università.

 

–          Aumentare la copertura dei servizi


Crediamo sia necessaria, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale, estendere la cerchia dei beneficiari degli interventi in materia di DSU per rendere più agevole l’accesso all’università anche a chi ha un reddito di poco superiore ai limiti attualmente previsti per l’erogazione della borsa di studio, e per coprire anche quegli studenti che fino ad oggi hanno avuto i requisiti economici per avere accesso alle borse di studio e che magari potranno non averli dopo l’approvazione del 436.

Immaginare una seconda gamba del diritto allo studio, che copra la fascia intermedia a cavallo tra l’indicatore ISEE minimo stabilito per legge ed una quota X oltre il minimo ISEE, permetterebbe di salvaguardare l’accesso all’istruzione universitaria per tante famiglie che oggi sono messe alla prova dalla crisi. Per questa tipologia di destinatari potrebbe essere prevista una “borsa servizi” (esenzione dal pagamento della mensa e buoni da spendere nell’acquisto dei libri di testo) in modo da rendere più sostenibile la spesa per l’istruzione universitaria.

L’idea della borsa servizi insieme ad altri interventi mirati potrebbe poi essere utilizzata a favore di quelle famiglie che manifestino difficoltà economiche temporanee (cassa integrazione, mobilità, perdita del lavoro) per evitare che queste difficoltà si scarichino sulla possibilità per i loro figli di accedere ai livelli più alti dell’istruzione. Attualmente l’ARDSU prevede già l’erogazione di contributi straordinari a favore di studenti “che si trovino in gravi difficoltà ed in particolari condizioni di disagio  economico, a causa di un evento straordinario, che abbia comportato una immediata e sostanziale modifica alla situazione finanziaria personale e/o familiare”, nei limiti delle soglie ISEEP e ISPE previste per l’accesso a tali benefici (rispettivamente non oltre 11.000 e 16.000 euro). Chiediamo che tali misure, contributo economico o borsa, servizisiano destinate  anche a coloro che non avendo al momento di presentazione delle domande i requisiti economici necessari per ottenere la borsa di studio (ISEE < 17000 euro), abbiano subito nel corso dell’anno una modifica della propria situazione finanziaria tale da  rientrare in tali limiti.

Chiediamo poi, dall’altro lato, l’introduzione di alcuni elementi di “universalismo graduale” con alcune misure che servano ad allargare il raggio d’azione del DSU con effetti differenziati ma distribuiti sulla totalità degli studenti, anche in considerazione del fatto che la maggiore fonte di finanziamento del DSU, la tassa regionale per il diritto allo studio, proviene proprio dagli studenti che non usufruiscono di borse di studio ( i borsisti sono esenti dal pagamento delle tasse universitarie).

Auspichiamo quindi un ripensamento del concetto tradizionale di diritto allo studio, con un suo allargamento tanto per quanto riguarda la platea dei beneficiari, quanto rispetto alla capacità di andare oltre la mera elargizione economica integrandolo con servizi strategici  in grado di realizzare un nuovo welfare studentesco.

 

–    Realizzare una vera cittadinanza studentesca: la carta dello studente toscano


Crediamo che in un’ottica di integrazione sempre maggiore tra gli atenei toscani, che ad esempio hanno un’unica azienda per la gestione del DSU, sia importante investire con maggiore forza sul riconoscimento dello status di studente a prescindere dall’ateneo di provenienza. Sarebbe utile in tal senso legare allo status di studente Toscano una carta che garantisca l’accesso a mense, biblioteche, sconti e agevolazioni in tutti gli atenei e che permetta. attraverso la portabilità dell’identità. l’utilizzo di un’unica tessera al posto dei mille tesserini, libretti etc che ormai riempiono i portafogli degli studenti.

Non più tante carte diverse quanti sono i servizi digitali offerti dalle università o dagli enti pubblici e privati collegati alla realtà universitaria, ma un’unica carta come passaporto dello studente per l’accesso ai servizi universitari, che racchiuda le informazioni sicure e certe comprovanti l’identità digitale del suo possessore. Dovranno essere i sistemi informativi delle singole università ad accompagnare all’ identità digitale il profilo di studente, realizzando in tal caso il già citato sistema di portabilità dell’identità (attraverso il quale gli utenti di un dominio possono utilizzare i servizi di un altro dominio senza dover ripetere le procedure di accreditamento).

Il badge, oltre a consentire l’identificazione a vista (come la carta d’identità elettronica, munita di fototessera), potrebbe essere utilizzato per abilitare o disabilitare l’accesso fisico a laboratori, mense, residenze universitarie, biblioteche, aule, parcheggi, strutture sportive, aree riservate, convegni ed eventi.

In conformità con  il Decreto recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e Sviluppo” che sancisce la smaterializzazione dei libretti universitari,  imponendo la verbalizzazione e la registrazione degli esami di profitto e di laurea esclusivamente per via telematica, con un evidente risparmio di carta e di risorse, il badge  potrebbe essere impiegato per  il riconoscimento dello studente ai fine della registrazione della presenza ad un esame, alle lezioni universitarie, ad un corso di specializzazione, ad un seminario o per accreditare gli importi relativi a rimborsi tasse, borse di studio, borse per collaborazioni di 150h e borse Erasmus.

 

–   LIBERI dalla speculazione: questione abitativa, una casa per tutti i borsisti!

Il DSU Toscana gestisce molte residenze dislocate nelle città di Firenze, Pisa, Siena, Carrara e Arezzo in luoghi che permettono di raggiungere facilmente le varie sedi universitarie. Sono  circa 4.000 i posti letto su una richiesta complessiva di 7.000 idonei (la percentuale dei posti letto sul totale degli idonei è del 38% contro il 23% di media nazionale).  Riteniamo necessario un incremento delle residenze universitarie per contrastare il fenomeno degli affitti in nero e il continuo aumento delle locazioni. Solo un rilancio delle politiche abitative per studenti permetterebbe di risolvere, almeno per i borsisti che non ottengono l’alloggio a causa dell’indisponibilità delle strutture, il problema di garantire il diritto all’alloggio universitario. Per questi motivi chiediamo alla Regione di mantenere invariate  le risorse destinate nell’ultimo anno per l’edilizia universitaria,  consentendo all’ARDSU il completamento delle residenze attualmente in corso di costruzione e l’acquisto dalle Università da alcuni immobili di adibire ad alloggi universitari.

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