LIBERI ANCHE IL 26

LIBERI ANCHE IL 26

Oggi è il 26 Aprile, quel giorno anonimo che viene dopo il 25. Il giorno in cui si tende a mettere da parte quella grande  esplosione di affetto nei c...

resistenzaOggi è il 26 Aprile, quel giorno anonimo che viene dopo il 25. Il giorno in cui si tende a mettere da parte quella grande  esplosione di affetto nei confronti dell’Italia e dei valori della resistenza  portati dala giornata di ieri. E’ il giorno in cui un po’ assonnati si ritorna a riassorbire la gragnola di colpi che il Berlusconismo e in generale l’inutilismo dei media ci propongono a rotazione.  
Un servizio su un canino che balla il tip tap ed è fatta,  si pensa per un attimo a cosa c’era il giorno prima e si sterza con la mente per non farci del male. Le piazze, i cortei e  i vecchi partigiani che ci hanno riempito le strade ed il cuore vengono sostituite da Berlusconi e la sua Giustizia. I racconti, le testimonianze di vita e le facce mute di chi le ascolta vengono soppiantati dai gobbi dei Talk e dalle risse preconfezionate.
Nelle strade si ritorna al solito vittimismo e più in generale al fatalismo  del  tanto  è tutto un magna magna , che  non ha senso sperare in un miglioramento del nostro paese, ed ha ancora meno sensato provare a fare qualcosa. E’  Ristabilito il regime dell’apatia e ti accorgi che siamo al 26.
Ma basterebbe poco, basterebbe ricordarsi che i partigiani non hanno combattuto per renderci liberi un solo giorno l’anno, che i nostri diritti e le nostre ambizioni sono scritte nella Costituzione. Che quando si legge “l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro” abbiamo tutto il diritto di rivendicarlo ogni giorno quel “lavoro”! E se la società ci propina la brutta copia di quel diritto, la precarietà, abbiamo il dovere, tutti i giorni, di ribadire che si sta’ tradendo l’art. 1 della Costituzione. Se la Lega propone di sparare ai barconi di immigrati, noi dobbiamo tutti i giorni ricordargli che così tradisce i valori di chi ha combattuto per la libertà di questo paese. Se il Governo taglia i fondi alla scuola pubblica  è nostro dovere, sempre, ribadire che è su quella scuola pubblica che si regge la civiltà e la salute del nostro paese.
Insomma, noi abbiamo ancora in testa questo 25, con i suoi pranzi, i sui concerti e suoi ombrelli, iniziamo a festeggiarlo anche il 26, nel migliore dei modi: mettendo in pratica, fosse solo per un minuto al giorno, gli insegnamenti che la giornata di ieri ci ha portato.

Giovani Democratici Toscana.

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