La mafia in Toscana!

La mafia in Toscana!

“La Toscana non è terra di mafia,ma la mafia c’è,gode di ottima salute ed inizia a colonizzare alcune zone”. Si apre così il rapporto 2011 sulle mafie...

no alla mafia“La Toscana non è terra di mafia,ma la mafia c’è,gode di ottima salute ed inizia a colonizzare alcune zone”.
Si apre così il rapporto 2011 sulle mafie in Toscana a cura della Fondazione Antonino Caponnetto,che ogni anno stila un “bilancio” della situazione,analizzando le modalità di azione e di radicamento ogni tipo di organizzazione mafiosa,italiana e straniera, e la distribuzione sul territorio. Il messaggio è chiaro: non dobbiamo abbassare la guardia. I numerosissimi arresti e sequestri effettuati dalle forze dell’ordine in Toscana,infatti certificano una presenza mafiosa imponente. La crisi ha peggiorato la situazione: le difficoltà di alcuni settori fa sì le organizzazioni mafiose, ricche di liquidità, possano investirla riciclandola in attività lecite ed in particolare in hotel,agriturismi,ristoranti e altri esercizi pubblici, mettendo a repentaglio il libero mercato. Anche in Toscana, quindi le mafie hanno una grande capacità di riciclare denaro sporco, fenomeno assolutamente rilevante nella zona centrale di Firenze. La situazione è,infatti, alquanto preoccupante: più volte anche la FIPE Confcommercio ha affermato che se non si interverrà per tempo,nel giro di pochissimi anni le imprese sane nel centro del Capoluogo fiorentino (e non solo) diventeranno una minoranza. La presenza economica mafiosa, dagli ultimi rilievi del 2011, vede in tutte le provincie un indice alto,mentre è inquietante come, in quelle di Massa Carrara (alla quale è addirittura dedicato un particolare focus all’interno del rapporto),Lucca, Prato e Livorno vi sia un forte rischio di colonizzazione. Imponente dal punto di vista del controllo del territorio è l’azione della mafia cinese,che presenta varie sfaccettature, alcune delle quali assolutamente. Pochi mesi fa,infatti il Procuratore Nazionale Grasso, ha dichiarato la sua preoccupazione per l’influenza che avrà sulla criminalità organizzata la potenza economica e commerciale della Cina nei prossimi anni.
In continua espansione risultano anche le altre mafie straniere,tra le quali spiccano quella russa,quella slava e rumena,quella albanese e quella africana, che sembrano aver  trovato un tacito accordo con le organizzazione italiane. Proprio quest’ultime continuano ad essere egemoniche anche in Toscana. L’organizzazione che attualmente risulta la più forte in Italia è sicuramente la ‘ndrangheta, che risulta presente ormai da tempo sul nostro territorio, al punto da ritenere probabile che sia avvenuto l’insediamento di cellule stabili autoctone collegate al territorio di origine (‘ndrine) . Di pari pericolosità per l’economia toscana è la camorra ed in particolare i Casalesi,che risultano essere il gruppo più forte nella nostra regione, tanto da arrivare a programmare un agguato (fortunatamente fallito) al personale di polizia che portava avanti un inchiesta su delle estorsioni nei locali notturni del Valdarno. Sono presenti infatti molti elementi di spicco che costituiscono punti di riferimento per gli affari dei vari gruppi presenti nella regione,ai quali garantiscono il necessario supporto logistico. La Toscana risulta inoltre un collegamento fondamentale per i traffici di Cosa Nostra, che é presente oltre che con gli investimenti, anche grazie a scambi di ditte o di appalti con imprese siciliane, palesando un forte rischio di espansione della sfera di influenza economica. La situazione è dunque inquietante: la Toscana, specie in un periodo di crisi come questo, si espone ad un interessamento a tutto tondo da parte di vari soggetti criminali. E’ necessario non abbassare mai la guardia. Questo compito spetta soprattutto agli amministratori che devono conoscere nei minimi dettagli il fenomeno, così da non sottovalutarlo e prendere le dovute precauzioni. Spetta alla politica, che deve intraprendere azioni forti e incisive per bloccare il fenomeno. Spetta ai cittadini, sentinelle in grado di avere un ruolo centrale nella denuncia e nella prevenzione.
Una situazione grave, in una terra che però continua ad essere sana.
A noi il compito di fare in modo che lo rimanga a lungo.

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