LA DECISIONE DELLA CONSULTA SUI REQUISITI REFERENDARI PROMOSSI DALLA CGIL E IL RAPPORTO FRA PD E SINDACATO

LA DECISIONE DELLA CONSULTA SUI REQUISITI REFERENDARI PROMOSSI DALLA CGIL E IL RAPPORTO FRA PD E SINDACATO

Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad a...

Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito.

Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei Lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa.

Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.

«Nell’odierna camera di consiglio – si legge nella nota della Consulta – la Corte Costituzionale ha dichiarato: ammissibile la richiesta di referendum denominato «abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti» (n. 170 Reg. Referendum); ammissibile la richiesta di referendum denominato «abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)» ( n. 171 Reg. Referendum); inammissibile la richiesta di referendum denominato «abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi» (n. 169 Reg. Referendum)».

A riunirsi 13 Giudici su 15 che costituiscono il plenum della Corte.

La recente decisione della Consulta sui referendum promossi dalla Cgil cambia le carte in tavola per il sindacato guidato da Susanna Camusso, perché il quesito non ammesso sull’articolo 18 era quello politicamente più rilevante per gli stessi promotori.

Storicamente sarà la prima volta che si voterà un referendum basato sulla raccolta firme da parte di un sindacato.

Negli ultimi tempi i rapporti fra il principale sindacato italiano e il primo partito di governo son stati tutt’altro che idilliaci e hanno portato spesso ad un duro scontro politico piuttosto che alla ricerca di soluzioni condivise e concertate sulle principali questioni che riguardano il mondo del lavoro.

Nel frattempo l’esecutivo sta accelerando sulla modifica dei voucher. Sul tavolo ci sono varie ipotesi che si dovrebbero concretizzare in un provvedimento a Febbraio.

Ed anche se è difficile che le correzioni attualmente allo studio possano soddisfare il sindacato, rendendo inutile il referendum, la segreteria nazionale della Cgil potrebbe comunque risultare soddisfatta da quanto proposto dal Governo, poiché, come sostenuto dalla stessa Camusso, quello che conta è raggiungere l’obiettivo.

Pertanto, si auspica, che in un momento delicato come questo non nascano contrasti di leadership o gare ad accollarsi il merito delle cose fatte bene, ma che contrariamente Partito Democratico e sindacati collaborino pensando solo al bene della classe che entrambe rappresentano e dei lavoratori, unici veri sconfitti in un mondo del lavoro che ora più che mai ha bisogno di essere in primo luogo compreso, date le nuove possibilità di lavoro ancora estranee a molti giovani e meno giovani, e, secondariamente disciplinato con una normativa effettiva ed efficace che tuteli i lavoratori, ma che parimenti non ingessi il mercato del lavoro.

Come Giovani Democratici riteniamo che in un momento storico come questo, con la disoccupazione giovanile quasi al 40% e una crisi economica che non accenna a finire, sia più utile ricercare una collaborazione più proficua fra Governo, PD e Sindacato per risolvere le problematiche legate al mondo del lavoro, sia sulle norme che sulla creazione dei posti di lavoro. Permettendo di costruire percorsi migliori a una generazione ancora troppo precaria e impaurita dal futuro. Le divisioni non aiutano, mettiamole da parte.

Chiara Brizzi

Resp. Politiche del Lavoro, Segreteria GD Toscana

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