Disabilità: siamo tutti direttamente o indirettamente coinvolti. Parola di Iacopo Melio

Disabilità: siamo tutti direttamente o indirettamente coinvolti. Parola di Iacopo Melio

Intervista a Iacopo Melio di Marco Calzolari* D: Iacopo, buongiorno! Come stai? R: Ciao Marco! Piuttosto bene, dai. Periodo molto intenso ma confido n...

Intervista a Iacopo Melio

di Marco Calzolari*

D: Iacopo, buongiorno! Come stai?

R: Ciao Marco! Piuttosto bene, dai. Periodo molto intenso ma confido nelle vacanze estive!

D: Aspetta, facciamo come fanno le persone serie e andiamo con ordine. Ripartiamo da capo. Chi è Iacopo Melio?

R: Uno studente universitario come tanti, giornalista freelance, che “nel tempo libero” si occupa di attivismo sociale e politico attraverso l’associazione #vorreiprendereiltreno.

D: Te lo avranno chiesto in mille salse e non voglio romperti le scatole già alla terza domanda. Raccontami, però, velocemente come nasce l’esperienza #vorreiprendereiltreno e come da Cerreto Guidi diventa un fenomeno nazionale.

R: Due anni fa scrissi un articolo ironico sulle barriere architettoniche: una sorta di appello alla politica attraverso il quale chiedevo di poter prendere i mezzi pubblici come tutti, non tanto perché fosse un mio diritto ma perché avevo voglia di innamorarmi su un treno. L’articolo ebbe un gran successo mediatico, così ho deciso di non disperdere l’attenzione che si era creata ma di fondare una Onlus, appunto #vorreiprendereiltreno, con l’obiettivo non solo di sensibilizzare ma anche di portare sul territorio dei progetti concreti di inclusione.

D: In tal senso, quali consigli ti senti di dare a un’associazione come quella dei Giovani Democratici? A noi che, come te, non ci rassegniamo all’idea che la realtà che ci circonda debba rimanere così com’è e proviamo a rendere il mondo un posto migliore.

R: Credo che se si ha un buon messaggio da comunicare, e si riesce a trovare il modo giusto per arrivare alle persone, i risultati prima o poi si ottengono: l’indifferenza non è mai eterna. A prescindere da tutto e da tutti, è fondamentale portare avanti le proprie idee, per principio, e oggi più che mai c’è bisogno di determinazione e di “punti fermi”, in uno scenario politico e sociale in continuo mutamento. Non fatevi trascinare dalla negatività, c’è tanto da fare e dobbiamo pur iniziare da qualcosa.

D: A livello personale, invece, cosa vuol dire per un ragazzo di 24 anni diventare portavoce di una battaglia così grande? Con gli onori, ma anche gli oneri del caso. Insomma, come è cambiata la tua vita?

R: Sicuramente un impegno enorme che ha completamente assorbito non solo il mio tempo libero, ma anche il tempo del mio “dovere” (studio e lavoro). Non so quanto durerà questa avventura, credo però che come ogni occasione nata per caso sia doveroso sfruttarla a pieno e dedicarci anima e corpo: non si tratta della battaglia di Iacopo, ma di chiunque. Perché un Paese più accessibile è un Paese migliore per tutti. Per questo credo sia importante metterci tutto l’impegno possibile, vista la responsabilità, e se questo significa laurearsi un anno o due di ritardo…pazienza. Ciò che stiamo facendo ogni giorno e le soddisfazioni che arrivano da parte delle persone che credono in #vorreiprendereiltreno ripaga di ogni sforzo.

D: E a livello personale che consiglio dai a un ragazzo di 24 anni come te che milita nei Giovani Democratici?

R: Di inseguire sempre e solo le proprie idee e i propri sogni, senza lasciarsi condizionare da niente. Questo momento di “crisi” è una vera e propria fortuna: non esiste più una strada certa e sicura, tanto vale quindi percorrere quella che più ci piace e sentiamo nostra, per potersi esprimere e realizzare al meglio.

D: Entriamo, però, nel vivo dell’intervista. Se apriamo la scatola #vorreiprendereiltreno quali battaglie ci troviamo dentro? Quali sono quelle barriere, architettoniche ma non solo, che dobbiamo ancora abbattere?

R: Sicuramente quelle più dure sono quelle sociali e culturali: come dico sempre, uno scalino lo si abbatte facilmente con un po’ di cemento e di buona volontà, ma la superficialità di chi lascia la macchina sui marciapiedi o nei posti riservati ai disabili, senza averne l’autorizzazione, è un vero e proprio scoglio duro da eliminare. C’è bisogno in questo senso di educare le persone, di metterle nei panni degli altri e di farli ragionare sulla questione “disabilità” a 360 gradi, uscendo dalla logica che certe problematiche tocchino solamente un numero ristretto di persone, dato che siamo tutti direttamente o indirettamente coinvolti.

D: Molti ragazzi iscritti ai Giovani Democratici ricoprono incarichi istituzionali, da quello di consigliere di quartiere a quello di parlamentare europeo. Giustamente dici che tutti dobbiamo sentirci coinvolti nel ricercare una soluzione alla questione delle barriere. Come, però, le istituzioni possono aiutare ad abbattere queste barriere e migliorare la qualità della vita delle persone con una disabilità?

R: Le Istituzioni sono l’unico vero strumento in grado di cambiare le cose, perché hanno il potere materiale e concreto per farlo. Noi, come associazione o attivisti, possiamo esprimere tutti i disagi che vogliamo, ma se nessuno prende a carico i problemi resterà tutto invariato. Le Istituzioni, in questo senso, hanno il compito di “mappare” le esigenze dei cittadini, farne una sorta di classifica (per quanto possibile) in base alla priorità dell’intervento, e pian piano eliminare quelli che sono gli ostacoli, non solo materiali, che impediscono la piena realizzazione dei cittadini (ad esempio, con servizi di assistenza alla persona).

D: Da questo punto di vista, con l’approvazione della legge sul “dopo di noi” ma anche con la proposta di “legalizzazione della cannabis” (che probabilmente agevolerebbe anche l’uso a scopo terapeutico), il 2016 può essere considerato un anno fortunato per i disabili?

R: Sicuramente si è aperto uno scenario importante che mi auguro vivamente non resti sul piano mediatico, di pura propaganda. È ancora presto per essere felici ed esultare, c’è ancora tantissimo da fare e siamo solo ad una fase embrionale di un disegno di legge che renda veramente libero il cittadino di “scegliere”: se non altro, però, è iniziato un discorso più concreto, un ragionamento, una presa in considerazione del problema. Non è poco. Si poteva fare prima? Assolutamente, si sarebbe dovuto. Ma a me piace guardare avanti, e spero che queste premesse trovino al più presto una loro concretezza.

D: Ovviamente non si esauriscono qui le possibili misure che migliorerebbero la vita di chi convive tutti i giorni con una disabilità. Hai qualche consiglio da dare?

R: Il progetto Vita Indipendente va assolutamente reso più stabile. Dobbiamo garantire ai cittadini disabili un aiuto economico mensile, chiaro e gestibile in maniera autonoma, attraverso il quale poter assumere liberamente un assistente domiciliare per poter vivere da soli e trovare una propria dimensione di autonomia. D’altra parte il problema principale oggi è quello economico: chi ha i soldi, può comprarsi anche la libertà, tutti gli altri no.

D: Tornando invece all’associazione. Quali sono le prossime battaglie di #vorreiprendereiltreno?

R: Stiamo organizzando insieme alla Regione Toscana l’assemblea regionale sulla disabilità, occasione di grande orgoglio per noi, che si terrà il 15 Settembre alla Fortezza di Firenze. Continueremo poi i nostri soliti incontri di sensibilizzazione per gli ultimi mesi del 2016, dalle scuole a convegni e conferenze. C’è in ballo la pubblicazione di un libro con racconti che ci hanno inviato le persone che ci seguono. E poi torniamo a realizzare altre edizioni de “La Skarrozzata”, compreso il 24 Settembre a Castelfranco di Sotto…insomma, il calendario (fortunatamente) è in continuo aggiornamento e per adesso le cose da fare non mancano! Senza contare che da Settembre inizieremo a distribuire le prime rampe che abbiamo deciso di donare con il progetto “Superiamo lo scalino” agli esercizi commerciali della mia zona (Empolese Valdelsa). Partiremo con dieci negozi ma speriamo di triplicare nel giro di poco!

D: Ah, un bel po’ di progetti in cantiere. Mi segno le date sul calendario e vedrai che come Giovani Democratici Toscana non mancheremo.

R: Ci conto! Più siamo, come sempre, e più ci si diverte.

D: Allora, niente, grazie mille della piacevole chiacchierata. A presto!

R: Grazie a te Marco! Ci vediamo in facoltà, magari, visto che studiamo a “due passi”…

D: Ah, un’ultima domanda. Nella tua presentazione sul sito di #vorreiprendereiltreno dici che trovi «almeno dieci motivi ogni giorno per innamorarsi di qualcosa: donne, uomini, bambini, sguardi, sorrisi, paesaggi, canzoni, profumi, ricordi, ideali…». Oggi di cosa ti sei innamorato?

R: Di un piatto di panzerotti al pomodoro e prosciutto cotto, buonissimo, che ho mangiato a pranzo!

* Intervista di Marco Calzolari, Consigliere Comunale Sesto Fiorentino

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