Il Controsondaggio dei GD Toscana: “Da Profumo demagogia, ecco le vere domande sull’università”

Il Controsondaggio dei GD Toscana: “Da Profumo demagogia, ecco le vere domande sull’università”

Il 27 gennaio 2012, al termine del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato di voler sottoporre a consultazione p...

Il 27 gennaio 2012, al termine del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato di voler sottoporre a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio, affidandone la gestione al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Giovedi scorso, in diretta televisiva, il ministro Profumo ha lanciato la consultazione medante un questionario da compilare sul sito del MIUR (http://www.istruzione.it/web/ministero/consultazione-pubblica) con l’intento di acquisire le valutazione dell’opinione pubblica sul tema in questione.

Come già ribadito qualche settimana fa riteniamo che il dibattito intorno a temi del genere sia fuorviante o quanto meno inopportuno in un periodo di profonda crisi economica. Si rischia di perdere di vista le problematiche che dovrebbero essere invece al centro dei lavori del Governo, riguardanti  in particolare la garanzia del diritto allo studio universitario, una maggiore progressività della tassazione studentesca, l’introduzione di un serio sistema di valutazione della qualità degli atenei, la necessità di investire in didattica e ricerca, una maggior valorizzazione delle lauree triennali. Per i suoi sostenitori, l’abolizione del valore legale della laurea renderebbe più efficiente il sistema valorizzando il merito degli studenti e la qualità degli Atenei. Le università  verrebbero classificate in una specie di Ranking in modo da spingerle ad investire in didattica e ricerca rendendosi più’ attraenti per gli studenti: le aziende , infatti, premierebbero  le lauree ottenute nelle “migliori” università  mentre  la P.A. sarebbe in grado  di selezionare i migliori, non essendo più costretta ad ammettere ai concorsi candidati con preparazione diversa ma formalmente uguali.

Un sistema del genere, con Atenei di serie A e di serie B, ha come presupposto imprescindibile  che tutti gli studenti  possano  scegliere l’università migliore, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia di origine. Occorrerebbe quindi garantire uguali condizioni di partenza mediante un sistema adeguato di borse di studio. Le cifre sul Diritto allo studio universitario smentiscono chiaramente una tale ipotesi: il taglio di 100 milioni di euro subito dal “Fondo integrativo per la concessione di prestiti d’onore e borse di studio” tra il 2009 ed il 2010 ha comportato un’ulteriore riduzione dei borsisti (i c.d. idonei non vincitori sono passati dai 29.000 del 2009 ai 45.000 del 2010 e il grado di copertura delle borse è sceso dal 84% al 74%). E anche i fondi stanziati per il prossimo anno non porteranno a un miglioramento della situazione.

In queste condizioni la previsione di un eventuale Ranking di università con l’attribuzione di un peso diverso alle rispettive lauree andrebbe proprio a discapito di questi studenti svantaggiati.
Ecco perché riteniamo che il valore legale del titolo di studio sia un istituto posto a garanzia di coloro che tali titoli hanno conseguito, in quanto consente di mettere su una posizione di parità formale i laureati, i quali poi dovranno competere seriamente per entrare in concreto nel mercato del lavoro. La competizione deve avvenire dopo la laurea, sul posto di lavoro o durante la procedura concorsuale. Abolire il valore legale della laurea servirebbe solo a privare di qualsiasi garanzia chi non potrebbe permettersi le università più “quotate”.

La consultazione pubblica lanciata sul sito del MIUR non serve ad altro che a dividere i partecipanti in fazioni contrapposte favorevoli o meno all’abolizione del valore legale del titolo di studio, senza entrare nel merito  delle  questioni. Ecco perché lanciamo come GD Toscana una “contro-consultazione ” sul nostro sito, un questionario che dia la possibilità agli studenti di esprimersi sui veri problemi del nostro sistema universitario, affinché l’attuale classe dirigente si renda conto che le questioni da affrontare sono ben altre e lontane dall’essere discusse con metodi da reality show. Se è vero che il Governo intende ascoltare la voce dei cittadini prima di prendere decisioni su questo tema, risponda alle nostre domande e si occupi delle vere emergenze del nostro sistema universitario.

QUESTIONARIO

 

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