I GD Toscana al XIII Congresso YES: un passo avanti verso il futuro del Socialismo Europeo

I GD Toscana al XIII Congresso YES: un passo avanti verso il futuro del Socialismo Europeo

“So comrades come rally for this is the time and place. The International ideal unites the human race”   Da Giovedì 6 a Sabato 8 Aprile ho avuto ...

“So comrades come rally

for this is the time and place.

The International ideal

unites the human race”

 

Da Giovedì 6 a Sabato 8 Aprile ho avuto modo di partecipare come membro della delegazione dei Giovani Democratici al tredicesimo congresso dei Giovani Socialisti Europei (YES – Young European Socialists) che si è svolto a Duisburg, nel cuore dell’industria metallurgica tedesca. In agenda il rinnovamento dei vertici dell’associazione e l’approvazione del programma per il prossimo biennio.

 

A fare da sfondo per l’assise dei giovani del PSE è stato il “Landschaftspark – Nord” uno spazio immenso che ha ospitato fino al 1985 una delle tante mastodontiche industrie dell’acciaio che hanno a lungo caratterizzato e continuano a caratterizzare la città renana. Dopo l’abbandono del sito a causa di un periodo di crisi, il terreno è stato completamente riqualificato, lasciando in eredità enormi spazi adibiti ora a centri conferenze e spazi per il tempo libero. Un incrocio tra passato industriale e presente in cerca di una nuova identità che permette di immergersi in quello che è stato a lungo (e in gran parte ancora è) il cuore pulsante della Germania.

 

I lavori sono iniziati ufficialmente Giovedì sera, con l’accreditamento delle delegazioni e gli interventi di benvenuto. Il Congresso vero e proprio, invece, è iniziato Venerdì mattina, di buon ora, alle 9:00, con le prime votazioni sulle risoluzioni proposte dalle varie delegazioni e gli emendamenti alle stesse. Lo statuto della YES infatti non prevede candidature a presidente agganciate ad un programma politico da attuarsi durante il periodo di presidenza, ma la stesura di un testo a cui prendono parte tutte le delegazioni affiliate, con la possibilità di emendare il testo e di mettere ai voti i vari emendamenti nel corso del congresso: un metodo maggiormente partecipativo che permette all’associazione di essere più inclusiva e coesa.

 

I lavori sono proseguiti senza sosta fino all’ora di pranzo, alternati da interventi di ospiti esterni. Tra di essi due italiani: Alessandro Pirisi e Brando Benifei, rispettivamente Segretario Generale dell’Internazionale Socialista Giovanile (IUSY, International Union of Socialists Youth) e Parlamentare Europeo, entrambi Giovani Democratici.

 

Al pomeriggio, dopo una breve pausa pranzo presso le strutture del parco, i lavori sono ricominciati, per poi interrompersi e dare spazio ad una sessione di workshop tematici, in cui i partecipanti al Congresso hanno potuto confrontarsi su temi rilevanti nell’agenda dell’associazione, come la stesura di proposte per una Politica Economica finalmente europea e i diritti LGBTQI. Nel corso dei lavori, è arrivata inoltre, improvvisa, la notizia del tragico attentato che ha colpito la città di Stoccolma. Dopo una breve sospensione per permettere alla delegazione svedese di mettersi in contatto con le proprie famiglie, i lavori sono ripresi fino alla sera.

 

La giornata di Sabato, invece, è stata dedicata prevalentemente all’elezione delle cariche dell’associazione. In particolare bisognava eleggere: il Presidente, il Segretario Generale, il Presidente della Commissione di Controllo, i dieci Vice-Presidenti ed i membri della Commissione di Controllo. Si è iniziato con la presentazione dei candidati al ruolo di Presidente e Segretario Generale, per poi procedere alle votazioni e alla proclamazione. A fronteggiarsi per la posizione di Presidente, il portoghese João Duarte Albuquerque, della Juventude Socialista portoghese e già Vice-Presidente YES e Laura Slimani, Presidente uscente e già Segretaria dei Giovani Socialisti Francesi. Per la carica di Segretario Generale, invece, le due candidature appartenevano a Tuulia Pitkänen della delegazione finlandese (composta dai Giovani Socialdemocratici Finlandesi – SDY e dall’associazione degli Studenti Socialdemocratici Finlandesi – SONK) ed Elisa Gambardella, della Federazione dei Giovani Socialisti (branchia giovanile del PSI italiano). A prevalere sono stati Albuquerque e Pitkänen.

 

Nel pomeriggio sono riprese le votazioni per eleggere i dieci Vice-Presidenti e la Commissione di Controllo. In seguito, si è ripreso con le votazioni per le ultime risoluzioni cui sono seguite quelle relative ai cambiamenti statutari e per i nuovo logo dell’associazione, che presto cambierà pelle e design. In quest’ultima parte del Congresso siamo intervenuti anche noi della delegazione dei Giovani Democratici, invitati a presentare e a sostenere tre risoluzioni (sul disarmo nucleare, sulla questione dei migranti e sulle questioni ambientali) preparate e redatte assieme ad altre associazioni giovanili vicine.

 

Le tre giornate di congresso sono state contornate da due serate organizzate dalla JUSOS, l’organizzazione giovanile tedesca legata al Partito Socialdemocratico Tedesco SPD, che hanno visto alternarsi dj set e un concerto rock del gruppo tedesco “Donots”. Una menzione speciale va senza dubbio all’organizzazione dell’evento, impeccabile e ben pianificata, fin nei dettagli. In particolare, come già accennato nell’introduzione, la scelta del luogo è sembrato particolarmente azzeccata, oltre a costituire un suggestivo salto nel passato industriale della città.

 

Cosa rimane di questi tre giorni in riva al Reno? Sicuramente la contentezza per aver potuto partecipare ad un evento che ha portato assieme giovani da tutta l’Europa (non intesa come UE, ma estesa fino agli Urali), a volte anche profondamente divisi su alcuni punti di vista, ma fortemente uniti da un sentimento di sinistra che cerca di fare dell’Europa la nuova casa della propria famiglia politica comune, quella dei socialisti Europei. Inoltre, la testimonianza di un dibattito acceso articolato ed esteso ad una vasta gamma di temi, un dibattito aperto e senza reticenze, un dibattito che mi ha convinto ancora di più della necessità, anche e soprattutto a livello europeo, di strutture partitiche in grado di convogliare le istanze provenienti dal basso nella ricerca di posizioni comuni e nell’articolazione di un programma politico in grado di dare un orizzonte a quell’idea fissa e mai sopita che è il Socialismo Europeo.

 

 

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