Elezioni europee 2014: perché votare

Elezioni europee 2014: perché votare

L’ultimo diritto che e’ stato concesso ai cittadini degli Stati nazionali moderni, quello che ancora piu’ della liberta’ di op...

L’ultimo diritto che e’ stato concesso ai cittadini degli Stati nazionali moderni, quello che ancora piu’ della liberta’ di opinione e di stampa e’ stato difficile ottenere, quello forse piu’ “pericoloso”, e’ stato il diritto alla libera associazione e partecipazione politica, il diritto cioe’ di partecipare attivamente alla vita pubblica, di entrare nei partiti per poter decidere ed influenzare le regole del gioco.

Anche se negli ultimi tempi a molti e’ sfuggita l’importanza di questo diritto, l’occasione delle elezioni europee di maggio ce lo deve fare ricordare. Perche’ queste elezioni saranno una linea di confine, un punto di non ritorno per tutti noi, la piu’ grande oppurtunita’ di cambiare le cose e invertire la rotta e insieme il piu’ grande rischio di tornare indietro: si decidera’ tra l’Europa attuale, la non-Europa e l’Europa possibile.

Il Partito Socialista Europeo che candida Martin Schultz a Presidente della Commissione europea (l’unico candidato che non ha un’infiocchettata carriera nazionale ma che e’ invece il Presidente del PE uscente) e’ per l’Europa possibile: un’Europa non piu’ prigioniera delle politiche di austerita’ e delle decisioni a porte chiuse dei Capi di Stato, un’Europa davvero unita, solidale, efficiente, capace di rialzarsi valorizzando il suo modello sociale e i suoi valori.

Se il grande ostacolo per arrivare a costruire questa Europa e’ stata la mancanza di democrazia, l’estendersi di quel deficit democratico che allontana sempre di piu’ i cittadini dalle Istituzioni europee, l’aumentare delle decisioni prese dalle elites e calate dall’alto, ora abbiamo la possibilita’ di cambiare davvero le cose, andando a votare per chi chiede e pretende un’Europa coraggiosa e nuova.

La democrazia europea pero’ non si creera’ da sola quasi per magia e nessuno ce la regalera’: saremo noi cittadini, insieme, a doverla costruire e a prendercene cura, iniziando a dare noi stessi importanza e significato a quel diritto di voto che della democrazia e padre e figlio.

Il voto europeo di maggio non sara’ soltanto un diritto e un dovere: sara’ la nostra deliberata decisione di avviare un processo di cambiamento o uno di stagnazione e declino. Sara’ la piu’ grande responsabilita’ nei confronti di noi stessi e del nostro futuro.

Un articolo di Federica Martiny

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