Dalla parte del Lavoro, sempre. NO alla chiusura dello stabilimento Bekaert!

Dalla parte del Lavoro, sempre. NO alla chiusura dello stabilimento Bekaert!

318 persone, 318 lavoratori, 318 famiglie. Sono i numeri della vertenza Bekaert, la fabbrica di Figline Incisa che è vicina alla chiusura definitiva. Nonostante ordini e commesse la direzione dell'azienda ha deciso di chiudere questo storico stabilimento. Crescita e competitività non hanno senso se sono slegata da lavoro, diritti e benessere. Staremo dalla parte di quei lavoratori. La BEKAERT non può chiudere!

318 persone. 318 lavoratori. 318 famiglie.

Sono i numeri di chi rischia di il posto di lavoro presso la sede Bekaert di Figline Incisa, nel Valdarno fiorentino. Dopo il mancato rinnovo di 22 contratti interinali a inizio del mese di maggio, la direzione Bekaert Group, ha reso nota la decisione di chiudere lo stabilimento toscano dove si producono rinforzi in acciaio per pneumatici, così da far cessare l’attività nella fabbrica. La Bekaert ha dichiarato altresì di non voler annullare la procedura di chiusura a meno di non trovare nei prossimi 75 giorni un acquirente disposto ad acquistare l’azienda.

Una notizia questa che ha sconvolto un’intera comunità. Lavoratori, sindacai, personalità politiche sono accomunate dalla ricerca di una soluzione alternativa che impedisca la chiusura di uno degli storici stabilimenti del nostro territorio.

La sua storia comincia all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, quando la società Pirelli decide di aprire una fabbrica di steelcord nel centro scegliendo l’ex fabbrica dell’azoto di Figline Valdarno. Negli anni lo stabilimento si sviluppa fino a diventare uno dei punti nevralgici a livello mondiale per quanto riguarda il settore dello steelcord. In un mondo sempre più globalizzato Pirelli ha deciso, nel corso del tempo, di aprire nuovi e diversi siti nel mondo: Brasile, Germania, Turchia, Romania, Cina. Una ricerca costante di competitività portata avanti mediante l’esportazione di un Know How consolidato. Nasce allora la Pirelli Business Steelcord, società di livello mondiale che apre le vendite del suo prodotto anche ad altre società del settore uscendo dalla dimensione dell’autosufficienza. In quest’ottica lo stabilimento di Figline diventa quello principale nonché il più qualificato ed è là che risiedono tutta la conoscenza e il know how del gruppo in merito alla cordicella metallica.

Figline pertanto è la capofila di tutta gli stabilimenti: qua ha sede il settore di Ricerca e Sviluppo, l’Ufficio Tecnico, gli acquisti e le vendite. Per queste ragioni è sempre da qui che partono le maestranze per andare in tutti gli stabilimenti del gruppo a risolvere i problemi che quotidianamente si verificano arrivando così ad esportare la professionalità sviluppata a Figline. Questo processo si è interrotto nel 2014, quando Pirelli vende l’intero Business Steelcord alla multinazionale belga Bekaert. Nel dicembre del 2015 si concludono i passaggi tecnici tra le due società e Bekaert si insedia stabilmente alla guida dello stabilimento di Figline.

Questa fabbrica ha segnato la storia della nostra comunità, valorizzando la tradizione manifatturiera locale e formando intere generazioni di lavoratori valdarnesi, restando sempre nel segno dell’eccellenza. Come mostrato anche dalla progettazione della corda UT per la quale erano previsti tempi di realizzazione di due e mezzo circa, ma che le maestranze e i tecnici di Figline sono riusciti a sviluppare in meno di un anno.

L’indotto della Bekaert coinvolge oltre 400 persone. Persone che rischiano di finire vittima dell’ennesima delocalizzazione, perpetrata ai danni dei lavoratori, nonostante commesse e volumi consistenti, a dimostrazione di come non sia la crisi il motivo della chiusura. Piuttosto appare come una precisa iniziativa strategica che punta a svendere il lavoro in nome della competitività.

Durante questi giorni di tensione i lavoratori hanno deciso di scioperare e hanno proclamato l’assemblea permanente all’interno dei locali della fabbrica considerato che la dirigenza venerdì ha lasciato l’azienda scortata dalla polizia. Questo dimostra ancora una volta la forza e la determinazione di persone oneste, persone che per vivere devono lavorare e che hanno deciso di lottare per il loro futuro e per quello delle loro famiglie ma anche per il futuro della fabbrica. Il valore dello stabilimento è dovuto principalmente a questi uomini e a queste donne che con il loro lavoro, la loro professionalità ed esperienza lo hanno reso un punto di riferimento nella realtà produttiva della nostra valle.

Noi siamo con loro, e vogliamo combattere questa battaglia. Perché il Lavoro continui a dare futuro e dignità a chi ha dedicato una vita a quello stabilimento. Perché non muoia il sogno del Valdarno industriale e produttivo che ha formato e cresciuto decine di generazioni.

Gloria Mugnai

Segretaria Gd Valdarno Fiorentino e Consigliera Comunale Reggello

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