D come democratici, D come diritti!

D come democratici, D come diritti!

Il 7 luglio tutti a Viareggio al Toscana Pride! Aderiamo perchè viviamo in Europa, dove le merci, i capitali, e persone sono libere di circolare. Circ...


Il 7 luglio tutti a Viareggio al Toscana Pride!


Aderiamo perchè viviamo in Europa, dove le merci, i capitali, e persone sono libere di circolare. Circola qualsiasi cosa, tranne i diritti. E così due cittadine o due cittadini che in Olanda o Spagna sono coniugi passando il confine diventano estranei. Senza diritti nè tutele.

Aderiamo perchè l’Europa ci ha più volte richiamati a riconoscere i diritti delle coppie omosessuali. Il Parlamento Europeo, fin dalla Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani, ha chiesto agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali”. E invece niente: restiamo uno dei Paesi più conservatori d’Europa, divisi tra guelfi e ghibellini, come se fosse una battaglia di una parte del Paese contro un’altra, invece che uno strumento per costruire una società più moderna e giusta per tutti!

Aderiamo perchè non possiamo più aspettare: il tempo dei diritti è adesso. Non accettiamo la logica delle priorità, per cui prima viene l’economia, poi i diritti. Una logica incapace di cogliere un dramma: quello della violenza omofoba, dei diritti negati, dell’amore non riconosciuto, della libertà e della dignità represse. Nascondere tutto questo dietro presunte priorità – come se affrontare la crisi economica e riconoscere diritti e tutele a chi non ne ha, fossero due cose in contraddizione – è un tentativo strumentale di accantonare la questione. Un’offesa a tutto il nostro Paese.

Aderiamo perchè chi oggi si candida a guidare l’Italia ha la responsabilità di inaugurare una nuova stagione di diritti: politici, sociali e civili. Bene ha fatto il segretario Bersani a aderire al Gay Pride nazionale, ed a mettere l’accento su un nuovo civismo e sul bisogno di dare diritti e tutele a chi oggi non ne ha.
Abbiamo bisogno di una nuova stagione che rimetta la persona al centro, riconoscendole la dignità che solo un nuovo umanesimo potrà offrire, dando valore al lavoro, ricostruendo la democrazia, allargando il campo dei diritti civili per riconoscere pari dignità e tutele ad ogni individuo, forma di convivenza e di amore.

Aderiamo perchè, a differenza di altri, ci siamo sempre stati, portando nel 2010 la prima festa nazionale dei Giovani Democratici a Torre del Lago, dando sostengo e forza alla proposta di legge contro l’omofobia, promuovendo la discussione sui diritti civili nel partito e nella società, anche quando sembrava eretica e signore in cilicio ci davano degli “untori”.
Noi, che abbiamo sempre avuto una posizione, anche quando era scomodo.

Aderiamo perchè eravamo al Pride nazionale, eravamo a quello europeo, saremo a quello toscano!

Aderiamo e chiediamo a tutte le istituzioni della Toscana di essere presenti, o di dare un segnale, esponendo il 7 luglio la bandiera rainbow nelle sedi Comuni, delle Province, della Regione. Per dare un segno di solidarietà e di condivisione di questa battaglia, con l’impegno a non tenerla chiusa in una bella giornata di luglio ma di darle forza e concretezza con gli atti di governo.

Per una nuova primavera dei diritti. Per tutti.

Questo significa essere Democratici con la D maiuscola: D di democratici, D di diritti!

Per informazioni, orari e organizzazione andate al LINK:

http://www.facebook.com/events/315464875209857/


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E, siccome esserci non basta, dal 7 luglio presenteremo delle mozioni nei consigli comunali e provinciali per accompagnare la nostra battaglia per i diritti.

Gli enti locali giocano infatti un ruolo fondamentale sul welfare dei loro cittadini: su settori quali sanità, trasporti, formazione, istruzione primaria, istruzione professionale, percorsi di re/inserimento nel mercato del lavoro, interventi carcerari, politiche abitative è dai nostri comuni che possiamo cominciare a dare delle risposte, seppur parziali, all’assenza di un quadro normativo nazionale in materia.

La Toscana è stata la prima a varare una legge contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, ed è qui concentrato il maggior numero di Registri delle unioni civili. La loro approvazione ha, sì, rappresentato spesso un momento importante di crescita della comunità cittadina, ma spesso questi registri sono rimasti solo un atto simbolico.

Proporremo quindi l’istituzione del certificato anagrafico di famiglia e di registri delle unioni civili, ma soprattutto lavoreremo perché abbiano davvero sostanza, cioè garantiscano alle coppie che vi si iscrivono diritti sul fronte della sanità, del welfare, dell’accesso alla pubblica amministrazione o di altri servizi comunali.

I diritti non sono parole. Le famiglie sono tutte uguali.

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Saremo alla manifestazione in tanti: numerosi, colorati e chiassosi, per rivendicare che le persone non sono affatto tutte uguali.
Per niente. Siamo tutti diversi. Unici. Speciali.
E la nostra ricchezza è proprio la specificità di ognuno.
Ma dobbiamo lottare perché uguali siano i diritti e le opportunità di tutti.
Questo è ciò che crediamo e per cui lottiamo.

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