La doppia pena senza dignità

prigione senza dignitàLunga visita al carcere di Sollicciano stamani. Visitato il nido e consegnati i regali ai tre meravigliosi bambini, visitato il reparto transex, quello maschile, salutati i partecipanti alla messa, incontrata la commissione interna dei detenuti. Non ci siamo, nonostante gli sforzi di tutti quella non è una situazione vivibile. Acqua a catinelle e quindi muffa nei corridoi, nelle celle, nei materassi. Acqua calda assente in interi reparti. Tagli alle ore di lavoro, alla carta igienica, alle forchette. Leggi stupide da cancellare o riformare (Cirielli, Bossi-Fini, Fini-Giovanardi) che altro non fanno se non aumentare i detenuti. E molto altro ancora, che scriverò con calma. Col fondato sospetto che in galera ci finiscano soltanto i poveri".

Patrizio Mecacci, segretario del PD Metropolitano, dopo aver visitato il 24 mattina, il carcere di Sollicciano (FI).

La civiltà di un paese si misura anche dal rispetto che questo dimostra nei confronti dei suoi detenuti. Ne siamo fermamente convinti, e proprio per questo ci interroghiamo se realmente possiamo ritenere il nostro paese,patria di personaggi come Cesare Beccaria, un luogo civile e democratico, quando solo nelle carceri toscane, si registra un indice di sovraffollamento del 52,8%.

Vivono due pene i detenuti: una vita ai limiti della legalità, lesiva dei diritti fondamentali dell’uomo. Per non palare delle condizioni inumane degli ospedali psichiatrici giudiziari, veri e propri manicomi dove sempre più spesso la situazione mentale del malato-detenuto viene ad aggravarsi in maniera quasi irreversibile.

Una vera e propria emergenza nazionale, cui la Toscana non si sottrae,  dovuta ad un processo sempre più esteso di criminalizzazione, che non prevede l’ utilizzo di misure alternative alla pena detentiva. Un problema che nasce oltre che dall’eccesso nell’utilizzo della custodia cautelare, dai vari pacchetti sicurezza e da una legislazione inutilmente repressiva sulla tossicodipendenza.

Già mesi fa avevamo espresso il nostro disappunto sull’esagerato utilizzo della custodia cautelare,che riguarda il 40% dei detenuti italiani, che potrebbero paradossalmente risultare innocenti. Inoltre,riteniamo che i detenuti tossicodipendenti,che solo in Toscana sono circa 1350, potrebbero essere affidati a figure socio-assistenziali e quindi introdotti in un percorso di riabilitazione che realmente li porti ad un reinserimento all’interno del tessuto sociale.

Riteniamo insufficienti e su alcuni punti addirittura controproducenti, le misure presentate dal ministro della giustizia Severino. Pare irrilevante il prolungamento a 18 mesi del periodo di “fine pena” da scontare ai domiciliari,poiché la stragrande maggioranza dei detenuti non possiede casa e sempre più spesso viene rifiutata dalla famiglia d’origine. Per non parlare del così detto “Stop alle porte girevoli”, ovvero l’uscita dal circuito penitenziario di chi entra in carcere solo per l’immatricolazione per poi essere scarcerato o inviato ai domiciliari (ciò coinvolge circa 21mila persone all’anno) . Secondo il provvedimento proposto dal ministro  queste persone in attesa del processo per direttissima dovrebbero essere trattenuti in camere di custodia presso le varie prefetture. La realtà ci porta però a notare che ,troppo spesso, gli uffici di polizia non hanno strutture idonee per la custodia degli arrestati ed inoltre, visto il deficit di personale, non sarebbe possibile garantire una vigilanza idonea. Un ottimo provvedimento è invece quello che riguarda l’istituzione di una sorta di “Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti” ,ovvero una guida che aiuti sia il detenuto, che la famiglia, troppo spesso inconsapevoli dei propri diritti.

Ribadiamo la nostra convinzione che per risolvere l’emergenza sia necessaria una vera e propria razionalizzazione del sistema giudiziario che porti ad un rilancio delle pene alternative, specialmente quelle supportate da progetti professionalmente strutturati che mirino ad un reinserimento totale del detenuto nella società. E’poi necessario l’adeguamento degli organici di Polizia Penitenziaria, affiancati da operatori professionali, come educatori,psicologi e assistenti sociali. Solo a Sollicciano, Firenze, la pianta organica prevederebbe 695 agenti, mentre sono soltanto 490.

E’ vergognoso,infine, che, dopo più di 30 anni dall’approvazione della Legge Basaglia, esistano ancora strutture come gli ospedali psichiatrici giudiziari, che risultano essere veri e propri manicomi dove, anche per il ridotto numero di personale, vengono utilizzati metodi di contenimento coercitivi e assolutamente lesivi per il malato. E’ quindi necessario che venga predisposta l’immediata chiusura di questi carceri ed il trasferimento dei detenuti in strutture che predispongano veri progetti terapeutici, sviluppati da professionisti.

Soltanto adottando misure come queste, l’Italia potrà tornare ad essere un esempio di democrazia e civiltà.

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