Neofascismo. Non pazzia.
Strano il Paese in cui se a uccidere è un islamico resta un islamico, se invece è un fascista si trasforma in un pazzo. Eppure c'è della pazzia nel razzismo in voga nella nuova destra, che semina "centri sociali" in giro per le nostre città e predica "cultura non conforme". C'è della pazzia in chi ha bisogno di negare gli altri per affermare sè stesso. E tanta debolezza in quei ragazzini e non solo che cantando "cinghiamattanza" confondono la goliardia con le idee folli e antistoriche che li circondano.
Ieri un ragioniere di 50 anni, attivista di CasaPound a Pistoia ha sparato in pieno centro a Firenze. Non a caso, ma contro dei senegalesi che facevano gli ambulanti, prima in Piazza Dalmazia, dove ne ha ucciso Mor e Modou, poi al mercato di San Lorenzo.
Un folle si dirà, che in molti dei suoi scritti rilancia la teoria antisemita del complotto mondiale degli ebrei e le tesi negazioniste sull’Olocausto. Casseri Gianluca sognava di essere il “nuovo Breivik” ,ed era un volto noto alle forze dell’ordine per essere stato fermato a diverse manifestazioni di estrema destra. Un “eroe” al quale adesso i camerata dedicano frasi di solidarietà e ammirazione sui forum dell'estrema destra.
Un pazzo assassino? Un caso isolato? No. E’ il frutto di un’ideologia priva di fondamento, fatta di odio verso il diverso, coltivata da chi utilizza la paura per fare proseliti, inneggiando a teorie antistoriche e antiscientifiche. Un episodio che avviene a pochi giorni dal rogo al campo Rom di Torino, l'ennesimo episodio di violenza, giustificato da alcuni con l’esasperazione dei cittadini italiani contro la comunità rom, esplosa davanti alla notizia dello stupro di una sedicenne. Che in realtà si era inventata tutto.
Razzismo, intolleranza e inciviltà. Neofascismo insomma. Frutto forse, più che di altre cose, del lassismo di una politica e delle istituzioni che poco hanno fatto in questi anni per educare la cittadinanza e reprimere chi portava in giro le sue idee malsane. Non tanto tempo fa denunciavamo le azioni dei centri sociali di destra sui nostri territori, siamo andati in giro di notte a cancellare i simboli di odio dai muri delle città, ne abbiamo condannato le celebrazioni e le idee. A volte troppo in solitaria. "Sono marginali", "non fanno male a nessuno", queste spesso le reazioni. Invece no: chi predica l'odio, l'intolleranza, la violenza spesso, non può essere legittimato.
Adesso il clima è teso e le violenze aumentano nelle nostre città. Tocca alla politica ed alle istituzioni mettersi a lavoro. Noi faremo la nostra parte, con ancora più impegno nella campagna "Italia sono anch'io" ad esempio, strumento importante per l'affermazione dei diritti di cittadinanza degli stranieri. E poi con le proposte che faremo girare nei consigli comunali per il coinvolgimento delle comunità straniere nell'amministrazione, e con tutte le iniziative che portiamo avanti nei nostri territori per diffondere e rafforzare quei valori di tolleranza e rispetto che sono alla base di una società più giusta.
Rinnoviamo la loro piena solidarietà alla comunità senegalese e la vicinanza ai famigliari delle vittime.
Proviamo anche a fare qualcosa di più, mettendoci a disposizione per queste battaglie di civiltà.











