I Giovani Democratici della Toscana contro l’abolizione del valore legale della laurea, la liberalizzazione delle tasse universitarie e i prestiti d’onore.

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I Giovani Democratici della Toscana contro l’abolizione del valore legale della laurea, la  liberalizzazione delle tasse universitarie e i prestiti d’onore. Perché non siamo una generazione di "sfigati"!

Negli ultimi giorni sono tornati al centro del dibattito politico  argomenti che hanno un elevato contenuto tecnico e che sono dotati di una forte capacità di dividere l’opinione pubblica e il mondo accademico. Questi temi, che presentano tra loro uno stretto legame, sono l’abolizione del valore legale della laurea e la liberalizzazione delle tasse da far pagare agli studenti, in concreto già realizzata da alcuni atenei che hanno sforato il tetto legislativo alla contribuzione studentesca attualmente fissato al 20% del FFO ( Fondo di finanziamento ordinario).
Tutto ciò nell’ottica di stimolare una virtuosa competizione tra gli Atenei che, liberi di fissare l’ammontare delle rette, sarebbero stimolati nell’investire in qualità e ricerca per attrarre gli studenti e assicurarsi più fondi del FFO,da ripartire in base a un “Ranking” che certifichi il prestigio delle singole università  e assegni  un “peso diverso” alle lauree da queste rilasciate.  
Nel presente documento cerchiamo di spiegare la funzione di garanzia del valore legale della laurea, poiché consente di mettere su una posizione di parità formale i laureati, i quali poi dovranno competere seriamente per entrare in concreto nel mercato del lavoro. Una sua eventuale abolizione  priverebbe di qualsiasi tutela chi non potrebbe permettersi le università più “quotate”.
Inoltre siamo convinti che le proposte sopra descritte presuppongano un sistema completo di borse di studio che dia effettivamente a tutti gli studenti la possibilità di scegliere l’ateneo migliore assicurando loro pari condizioni di partenza nel percorso di accesso al mondo universitario. La stessa  proposta dei presiti condizionai ai futuri redditi degli studenti non tiene conto della crisi generazionale che stiamo attraversando: i recenti dati ISTAT sulla disoccupazione giovanile al 30% dimostrano come nel nostro Paese manchi un efficiente canale di inserimento dei neolaureati nel mondo del lavoro. In queste condizioni un’eventuale innalzamento significativo delle tasse, compensata con l’estensione dei presiti d’onore, finirebbe  per scaricare sulle giovani generazione ulteriori costi di un investimento nell’istruzione universitaria che si presenta incerto sotto molteplici punti di vista. Riteniamo, invece, che gli interventi per migliorare il funzionamento della nostra Università pubblica debbano necessariamente passare  da un aumento della progressività della tassazione studentesca, chiedendo di più a chi a di più, dalla previsione di  meccanismi seri e trasparenti di valutazione dei nostri Atenei e dalla copertura totale delle borse di studio in modo da permettere a tutti gli studenti, anche a quelli privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi universitari.
E’ il tempo di considerare gli studenti non più come voci di spesa nel bilancio dello Stato ma come risorse su cui investire per la crescita economica e sociale del nostro Paese.

Documento prodotto dal coordinamento GD Toscana sull’università

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