Grillo e il tempo dei buffoni.

L'Italia sono anch'io“La cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri è senza senso”, così ha tuonato ieri Grillo, pseudocomico, pseudointellettuale, pseudopolitco, pseudo di sinistra.
Un roba allucinante. Dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia è una proposta che guarda al futuro del Paese: la presenza di immigrati è aumentata in modo considerevole negli ultimi 20 anni e la loro presenza non è più limitata ad un breve periodo di lavoro, ma ha messo radici lunghe: gli immigrati lavorano,  pagano le tasse, vivono nelle nostre comunità, creano una famiglia, fanno figli che vanno a scuola e che imparano l’italiano come prima lingua, i nostri usi e costumi.
Tutto proprio come noi italiani. Solo che non lo sono per via di una legge assurda per cui si può richiedere la cittadinanza soltanto al compimento del diciottesimo anno. Il Sig. Grillo ha detto cose volgari e superficiali, probabilmente non conoscendo il problema. Bisognerebbe che pensasse ad  una vita scandita dalla scadenza del permesso , che non è  la scadenza di un documento qualsiasi:  senza permesso di soggiorno non è possibile fare un contratto di lavoro, un contratto di affitto, avere la tessera sanitaria, iscriversi in una qualsiasi scuola, andare in gita scolastica, andare in Erasmus, avere una vita normale…
Sarebbe stato utile per il Sig. Grillo, prima di sparare a zero sulla proposta di legge che vuole dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia perchè “distoglie dai problemi reali dell’Italia”, rendersi conto che questo è un problema reale, che riguarda migliaia di ragazzi e da cui passa la costruzione di un futuro collettivo. Perché è solo con la pari dignità di diritti che si può creare la vera integrazione, solo così i figli degli immigrati saranno italiani, fratelli d’Italia.
Questo lo dice una nuova italiana, che è arrivata all’età di 6 anni e che ha preso la cittadinanza dopo 18, che si è sempre sentita italiana, mentre quel documento in scadenza le ricordava che non lo era. Ho trovato la politica prima della cittadinanza, e da lì ho tentato di costruire con i miei compagni una città ed un Paese migliore. Lo stiamo facendo anche in questi giorni raccogliendo le firme per “Italia sono anch’io”.
Questa dovrebbe essere la politica. E’ finito il tempo dei buffoni.

Articolo uscito il 26 gennaio su Unità.

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