Contro il Porcellum, ora tocca al Parlamento!

abolizione porcellumGiovedì 12 Gennaio, la Corte Costituzionale ha respinto entrambi i quesiti posti dai promotori del referendum sulla legge elettorale, sia il quello sull’abolizione del cosiddetto Porcellum, sia quello per la sua abolizione in parti, suscitando reazioni molto differenti tra le varie forze politiche, dalla delusione di Bersani, all’isterismo di Di Pietro, ormai fuori da ogni logica razionale e politica, fino ai ripensamenti di mrB, "perché alla fine il porcellum non è poi troppo male...". Ora la palla passa alle politica, nelle sedi istituzionali, che dovranno trovare il modo di andare oltre questo sistema ormai inviso a tutti. La bocciatura della Corte non deve però far pensare ad un lavoro fin qui fine a se stesso. Il grande successo della raccolta firme per il referendum elettorale ha segnato una tappa fondamentale per il periodo di svolta che questo paese sta vivendo: non solo ha riportato, con la raccolta di oltre un milione di firme, ad una partecipazione popolare imponente, ha avuto anche il grande merito di sollevare un’istanza di cambiamento essenziale per il passaggio a quella nuova fase politica che in molti già chiamano “Terza Repubblica”. Si potrebbe dire molto su un referendum che sin dall'inizio aveva sollevati i dubbi di molti costituzionalisti, c'è chi crede che l'abuso dello strumento referendario rischi di svuotarlo, ma è chiaro che abbia rappresentato una sorta di "ultima chiamata" per una politica autoreferenziale e spesso sorda ai richiami dei cittadini negli ultimi anni. Andando oltre le mere analogie storiche è importante osservare come una riforma elettorale sia lo strumento chiave per scardinare l’ormai vecchio ordinamento vigente e costruirne uno nuovo,proprio per questo va assolutamente considerata dal Parlamento come una delle priorità nei giorni a seguire. Non è infatti sufficiente per cambiare un così importante meccanismo del nostro sistema raccogliere firme e dare un grande segno di mobilitazione politica, è necessario anche passare dal Parlamento, in modo tale da costruire secondo le regole democratiche un progetto  di riforma coerente e omogeneo e saldare così il debito di riconoscenza che tutto il mondo politico ha verso quella parte della società civile che prima ha compiuto un grande atto di mobilitazione politica raccogliendo le firme nelle piazze, ed ora continua a spingere per poter voltare pagina. Bene quindi ha fatto il PD, e noi assieme a lui, ad organizzare i banchini, ancora meglio farebbe se ponesse con forza tra le cose da fare per il governo Monti una vera riforma elettorale, e magari anche istituzionale, per chiudure con il governo tecnico l'esprienza tragica degli ultimi 20 anni ed apririre una nuova fase in cui la politica torni ad essere autorevole, trasparente ed utile, ritrovando nei partiti quegli strument e democrazia e partecipazione che la nostra costituzione riconosce. Apertura, trasparenza, diritto di scelta, partecipazione dal basso, strumenti di democrazia diretta, stabilità e buona politica. Tocca ai partiti e soprattutto al Partito Democratico ridisegnare un nuovo sistema che ci faccia finalmente svoltare pagina e ci porti dritti verso una Terza, e speriamo migliore, Repubblica.

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