Assegni infermieri, un’altra vittoria nella difesa dei diritti.
Ancora una vittoria sul fronte dei diritti: salvati gli assegni degli studenti di infermieristica toscani grazie alla battaglia dei Giovani Democratici.
Con la delibera del 09-01-2012 la Giunta Regionale ha infatti fissato in modo definitivo, per l’a.a. 2010/2011, i criteri di attribuzione degli assegni destinati agli studenti iscritti ai Corsi di Laurea in Infermieristica, confermando quelli contenuti nei precedenti bandi presi a riferimento dagli studenti durante l’attuale sessione invernale di esami. Si chiude in maniera positiva una questione che ha visto negli ultimi mesi i Gd Toscana lottare a fianco di centinaia di studenti , preoccupati di perdere un contributo economico fondamentale per il proseguimento degli studi e che costituiva un rimborso per le ore di lavoro prestate, sotto forma di tirocinio obbligatorio, nei nostri ospedali a contatto diretto con i malati. Ma per comprendere la portata della nuova delibera è bene precisare cosa siano questi assegni e perché la loro attribuzione era stata messa in discussione? Si tratta di incentivi economici sotto forma di assegni erogati dalla Regione in base a specifici requisiti di merito agli studenti iscritti ai corsi di Infermieristica. La loro introduzione risale all'anno accademico 2000/2001, quando la Regione Toscana decise di erogarli al fine di promuovere l’iscrizione e la laurea ai suddetti corsi per sopperire alla carenza di personale infermieristico rispetto al fabbisogno registrato nella sanità sia pubblica che privata. Da quel momento, il numero degli studenti iscritti è progressivamente aumentato ed è diminuito il fenomeno degli abbandoni. A inizio dicembre avevamo manifestato la nostra preoccupazione per la mancata pubblicazione del relativo bando ( atteso a settembre) che lasciava gli studenti interessati in una situazione di incertezza sulla possibile partecipazione alla procedura di attribuzione degli assegni.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/12/07/infermieristica-borse-di-studio-rischio-senza-assegno.html
Il ritardo nella pubblicazione derivava dalla situazione di crisi finanziaria causata dai tagli subiti nell’ultimo anno che comporteranno scelte di necessario contenimento della spesa. All’interno delle soluzioni da adottare veniva ventilata l’ipotesi da parte dell’assessorato di riformare i criteri di attribuzione degli assegni (accentuando il merito richiesto) o addirittura di riconsiderare il rinnovo dell’erogazione degli assegni stessi anche in considerazione del raggiungimento dello scopo che aveva inizialmente giustificato l’introduzione degli incentivi in questione,ossia il raggiungimenti di un saldo positivo nel gioco della domanda e dell’offerta nelle iscrizioni (40% in più di iscrizioni rispetto ai posti disponibili nelle 3 sedi universitarie e una riduzione del 25% del fenomeno dell'abbandono). Nonostante le rassicurazioni ottenute(http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/12/08/assicurate-le-borse-di-studio-per-gli.html) , il 27 dicembre veniva adottata dalla Giunta Regionale la delibera n.1235 che introducevacriteri profondamente innovativi rispetto a quelli precedentemente vigenti, in particolare:
- l’innalzamento della media minima dal 22 al 27;
- la previsione di affiancare ai requisiti di merito anche quelli attinenti alle condizioni economiche dei possibili beneficiari, nella stessa misura di quelle previste per l’assegnazione delle borse di studio dell’Ardsu. Ritenendo che le novità introdotte stravolgessero la funzione originariamente ricoperta dagli assegni, quella di parziale rimborso per le innumerevoli ore ( di lavoro!) dedicate, oltre allo studio, a effettuare tirocini negli ospedali sopportando spese non indifferenti, abbiamo subito evidenziato le criticità presenti nella delibera ed avviato una discussione con la Regione per far sentire le ragioni degli studenti.
- Innanzitutto l'introduzione di una media cosi alta ( 27/30 a fronte dei precedenti 22/30) avrebbe praticamente trasformato tale contributo in una borsa di studio “mascherata” che premiava l'eccellenza. Non più, quindi, un incentivo alle iscrizioni ne' un effettivo rimborso spese. La previsione di un innalzamento cosi brusco della media richiesta ai fini dell'accesso all'erogazione degli assegni creava problemi di giustizia sostanziale per gli studenti iscritti agli anni successivi al primo i quali, visto il ritardo nell'emanazione del bando, avevano continuato a dare gli esami basandosi sui criteri ispiratori dei bandi precedenti, generando un'aspettativa circa il mantenimento del contributo anche per l'anno in corso. Un problema grave si ponevaper i laureandi che avevano già sostenuto tutti gli esami accettando i voti con il meccanismo sopra descritto.
- La previsione, inoltre, di affiancare ai requisiti di merito anche quelli attinenti alle condizioni economiche dei possibili beneficiari rafforzava l'idea che si volesse trasformare questa forma di incentivo in una misura di sostegno a favore degli studenti meritevoli e privi di mezzi ( in linea con le ragioni ispiratrici delle borse di studio erogate dall'ARDSU ) e la previsione degli stessi criteri quantitativi, ISEE inferiore a 17.000 euro, sembrava confermare questa ipotesi.
Il rischio di un intervento del genere era quello di creare un"doppione" di borsa di studio riservata solo agli studenti di infermieristica meno abbienti ( con una possibile doppia erogazione di risorse allo stesso soggetto) e che, mediante il doppio criterio merito/reddito, rischiava di lasciare senza contributo molti studenti appartenenti al ceto medio che magari non sarebbero rientrati tra i beneficiari a causa di un minimo sforamento della fascia economica o dell’impossibilità di riuscire a mantenere il merito richiesto. Porre lo studente davanti alla scelta , ai fini dell'accesso all'assegno, tra il rimanere in corso e accettare il voto al di sotto del 27 o prediligere il conseguimento di una media alta rifiutando i voti più bassi del 27,avrebbe innescato comunque un meccanismo di esclusione poiché i 2 criteri, la media e il “non essere fuori corso” avrebbero creato una selezione troppo dura da reggere, soprattutto se gran parte del tempo viene impiegata anche a lavorare. Sollecitati dalle lettere di tanti nostri coetanei abbiamo cercato con i rappresentanti della Regione una soluzione che permettesse almeno per quest’anno di mantenere inalterato il meccanismo di concessione dei contributi. Riconoscendo le gravi difficoltà economiche che il nostro Paese e la nostra Regione stanno attraversando, abbiamo sottolineato come una cambiamento in corsa delle regole di attribuzione dei benefici economici avrebbe comportato conseguenze molto pesanti per gli studenti. Ed è grazie alla lungimiranza dei nostri interlocutori che siamo riusciti ad ottenere una nuova delibera, la N 15 del 09-01-2012, con la quale la giunta Regionale ha ritenuto opportuno reintrodurre i criteri dei bandi precedenti.
http://web.rete.toscana.it/attinew/?LO=00000001a6b7c8d9000000030000002700000334397f24c30000000000012b8000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000&MItypeObj=application/pdf
Dopo aver salvato le borse di studio, ringraziamo la Regione per aver dimostrato ancora una volta di avere a cuore il futuro dei suoi giovani. Evidenziando il carattere eccezionale di un intervento del genere, auspichiamo nei prossimi mesi l’apertura di un tavolo tecnico per ridiscutere, insieme agli studenti interessati, un’eventuale modifica dei criteri per il prossimo anno che, pur permettendo una razionalizzazione delle risorse impiegate, non svilisca il valore di questo strumento che in questi anni ha permesso a molti giovani di avvicinarsi ad una professione fondamentale per il nostro paese.











