CAPORALATO, SENATO APPROVA IL DISEGNO DI LEGGE. SRADICHIAMO QUESTA PIAGA SOCIALE

CAPORALATO, SENATO APPROVA IL DISEGNO DI LEGGE. SRADICHIAMO QUESTA PIAGA SOCIALE

Una svolta storica e un segnale sociale importantissimo, con 190 voti a favore, 32 contrari e nessun astenuto il Senato ha, finalmente, approvato il d...

Una svolta storica e un segnale sociale importantissimo, con 190 voti a favore, 32 contrari e nessun astenuto il Senato ha, finalmente, approvato il disegno di legge per il contrasto al caporalato.

Il testo passa ora all’esame della Camera.

E’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque assuma manodopera per destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori.

Per far scattare il reato occorrerà verificare che ci si stia approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori.

Costituiscono indice di sfruttamento: la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato; la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie; la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro; la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative degradanti.

Sono considerate aggravanti, che comportano l’aumento della pena da un terzo alla metà: il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre; il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa; l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

La pena, invece, è diminuita da un terzo a due terzi per chi, nel rendere dichiarazioni su quanto a sua conoscenza, si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori o aiuta concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella raccolta di prove decisive per l’individuazione o la cattura dei concorrenti o per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite.

Rispetto al testo presentato dal governo, la novità principale riguarda il reato di caporalato definendo anche una responsabilità per le imprese che impiegano mano d’opera in condizioni di sfruttamento.

Vi è la possibilità per il Gip di disporre, al posto del sequestro, il controllo giudiziario dell’azienda presso cui è stato commesso il reato.

Con il decreto con cui dispone il controllo giudiziario dell’azienda, il giudice per le indagini preliminari nomina uno o più amministratori, scelti tra gli esperti in gestione aziendale iscritti all’Albo degli amministratori giudiziari.

Il Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina l’ha definita “una legge cruciale per sradicare una piaga inaccettabile, come la mafia”, augurandosi che la Camera faccia presto e renda definitivo il provvedimento.

L’attenzione alla tematica del caporalato da parte del nostro Governo è stata davvero capillare, i controlli sono aumentati del 59% in un anno, sono operative task force nei territori a rischio dove le ispezioni vengono portate avanti da ispettori del Lavoro insieme a Carabinieri e Corpo forestale.

Inoltre, la Regione Toscana nel giugno scorso ha approvato in Consiglio Regionale una mozione sul contrasto alla pratica del caporalato in Toscana, chiedendo l’istituzione di uno sportello di collocamento pubblico contro l’illegalità. La mozione, approvata all’unanimità, impegna la Giunta regionale a mettere in atto delle specifiche azioni di contrasto al fenomeno del caporalato, tra cui l’istituzione, attraverso i centri per l’impiego, di uno sportello capace di svolgere la funzione di coordinamento per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, in particolare nel settore agricolo, nonché a predisporre interventi di sensibilizzazione con particolare riferimento a progetti educativi ed informativi.

Molte azioni, quindi, sono state fatte al fine di cercare di sradicare un problema sociale come quello del caporalato, nella speranza che questa “piaga” sia totalmente sradicata dal nostro Paese.

 

Chiara Brizzi,

Resp. Politiche del Lavoro Segreteria GD Toscana

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