Ancora GIOVANI SI: un aiuto per i giovani che vogliono mettere su casa

Ancora GIOVANI SI: un aiuto per i giovani che vogliono mettere su casa

Da sempre l’uscita dal nucleo famigliare d’origine segna per i giovani un momento decisivo della propria crescita personale, sociale e di ...

Da sempre l’uscita dal nucleo famigliare d’origine segna per i giovani un momento decisivo della propria crescita personale, sociale e di cittadino. L’indipendenza abitativa porta con sè l’assunzione di nuove responsabilità sia nei confronti della famiglia d’origine che nei confronti di tutta la società, e rappresenta, ancor più dell’indipendenza economica, lo spartiacque verso l’età adulta.
Il distacco da mamma e papà può coincidere con la nascita di un nuovo nucleo familiare, nel caso di giovani coppie, o può avvenire per motivi di studio, lavoro, o per le più svariate esigenze personali: in tutti i casi i giovani con la valigia pronta cercano una propria autonomia, un’ emancipazione materiale a cui spesso corrisponde lo sviluppo della propria personalità, delle proprie idee, dei propri sogni.


E’ noto che i giovani italiani restano a casa dei genitori  più a lungo dei propri coetanei stranieri.

Un fenomeno descritto nel tempo con motivazioni storiche, culturali, antropologiche senz’altro valide, che, però non spiegano fino in fondo la situaziome drammatica in cui viviamo oggi. I dati ISTAT, infatti, sono preoccupanti: il 41,9% degli italiani di età compresa tra 25 e 34 anni vive ancora in casa con i genitori (contro una percentuale del 33,2% registrata nel 1993). Identica condizione anche per il 7% di chi ha tra i 35 e i 44 anni, il doppio rispetto a 19 anni fa.
Appare quindi evidente come il distacco dalla famiglia d’origine venga sempre più rimandato nel tempo, e non certo per scelta: il 45% della fascia 25-34 anni, infatti, dichiara di non poter andar via da casa, perché non in grado di mantenersi economicamente, pagare un affitto né, tantomeno,  accedere a un mutuo per acquistare un’abitazione propria.

A questa problematica cerca di ovviare il Progetto GiovaniSì, promosso dai Giovani Democratici ed  attuato mediante ingenti investimenti dalla Giunta Regionale Toscana

Fin dall’origine del progetto la parte relativa al sostegno per gli affitti ha assunto un ruolo fondamentale, e dal 15 ottobre prossimo verrà aperta la seconda tranche del bando denominato “Contributo al pagamento del canone di locazione”, che prevede un pacchetto di interventi per complessivi 45 milioni di Euro a supporto dell’autonomia abitativa dei giovani, da erogare nel triennio 2011-2013.

Ai contributi, che andranno da un minimo di 1.800 Euro ad un massimo di 4.200 Euro all’anno, potranno accedere i giovani tra i 25 e i 34 anni che vorranno mettere su casa staccandosi dalla famiglia di origine. Possono partecipare al bando persone singole con o senza figli, coppie coniugate o conviventi, ed anche giovani intenzionati a stabilire tra loro una solidale coabitazione condividendo gli oneri economici della locazione.

Per tutte le informazioni relative al bando, ai requisiti di accesso e ai criteri di assegnazione del contributo si rimanda al sito www.giovanisi.it.

Come più volte sottolineato, GiovaniSì, anche se non pretende di essere la soluzione a tutti i problemi della generazione giovanile toscana, rappresenta, in un momento di grave crisi economica e  disinvestimenti pubblici, un progetto concreto di aiuto ai giovani nella costruzione di un futuro autonomo e dignitoso. Futuro, che passa necessariemente per la capacità di autonomizzarsi dalla famiglia, anche dal punto di vista abitativo. Lo scopo è venire incontro alla gran parte dei giovani che auspicano e progettano l’uscita dall’alveo famigliare, ma che poi di fatto si trovano a rimandare questo passo per motivi economici.

Il nostro impegno politico come Giovani Democratici passa quindi per il monitoraggio e la diffusione del Progetto GiovaniSì, al quale si accompagnano concrete proposte di riforma del welfare e delle politiche del lavoro. Il nostro auspicio è che il modello toscano sia esportato a livello nazionale, dove le politiche attuate prima dalla destra e poi dal Governo Monti  si sono dimostrate incapaci di sostenere i giovani che vogliono essere autonomi, ma che hanno problemi a trovare un lavoro o una casa.

Solo a livello nazionale, infatti, potranno essere attuate misure che finalmente ribaltino il punto di vista sui giovani, considerati sempre in ottica emergenziale, e mai strutturale. Solo combattendo la precarietà, solo garantendo un reddito minimo garantito, solo finanziando la ricerca, la scuola, l’innovazione, questo Paese potrà uscire da una crisi che lo impoverisce ogni giorno di più.

Solo aiutando i giovani a “metter su famiglia”, di qualunque tipo essa sia, potremo garantire all’Italia il rilancio sociale, umano ed economico di cui ha bisogno. Perché non basta parlare di giovani, occorrono impegni ed azioni concrete.

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