A Mario Francese, ucciso dalla mafia

A Mario Francese, ucciso dalla mafia

Era il 26 gennaio di trentatre anni fa, quando una delle firme più conosciute del Giornale di Sicilia è stata freddata a pochi passi dal portone della...

Mario FranceseEra il 26 gennaio di trentatre anni fa, quando una delle firme più conosciute del Giornale di Sicilia è stata freddata a pochi passi dal portone della sua abitazione. Solo nel 2001, la Corte d’Assise riconobbe la matrice mafiosa dell’omicidio di Mario Francese e accertò che, quell’agguato, doveva servire da monito per chiunque avesse osato imitare il suo straordinario impegno professionale.
Grazie a questo cronista siracusano, alle sue inchieste e alle sue denuncie, si è iniziato a conoscere la mafia e la sua struttura “interna”. Fu l’unico giornalista ad intervistare la moglie di Totò Riina, Ninetta Bagarella, ed il primo a capire l’evoluzione strategica e i nuovi interessi della mafia di Corleone, svelando l’ascesa di Riina e Provenzano,in anni in cui le informazioni sulla Cupola erano molto limitate. A decretare la sua morte fu però il suo dossier su mafia e appalti del quale stava aspettando la pubblicazione, con il forte sospetto,purtroppo rivelatosi fondato, che “fosse uscito dalla redazione” prima del tempo stabilito. Cosa Nostra eliminò quindi un cronista scomodo e in grado di nuocere sempre di più all’organizzazione mafiosa.
Da quel 26 gennaio il Giornale di Sicilia cambiò radicalmente fino a diventare,come osservò la Corte d’Assise d’appello nella motivazione della sentenza del 2002, “uno dei più feroci e critici dell’attività dei giudici del pool antimafia”.
Ci sembra dunque doveroso, 33 anni dopo, ricordare il sacrificio di un grande professionista, che decise di non piegarsi alla dittatura morale della mafia corleonese, un valore che sembra sempre più  lontano da una parte dell’ odierna informazione italiana e non,fin troppo “obbediente”.  Ci piace quindi commemorare“una delle menti più lucide del giornalismo siciliano, un professionista estraneo a qualsiasi condizionamento , privo di ogni compiacenza verso i gruppi di potere collusi con la mafia e capace di fornire all’opinione pubblica importanti strumenti di analisi dei mutamenti in atto all’interno di Cosa Nostra”.

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