Il 27 maggio saremo ad Arezzo al Toscana Pride

Il 27 maggio saremo ad Arezzo al Toscana Pride

E’ con “orgoglio incontenibile” che aderiamo, anche quest’anno,  al Toscana Pride, in programma sabato 27 maggio ad Arezzo. Come Giovani Democratici d...

E’ con “orgoglio incontenibile” che aderiamo, anche quest’anno,  al Toscana Pride, in programma sabato 27 maggio ad Arezzo.

Come Giovani Democratici della Toscana scenderemo in piazza a fianco degli organizzatori e dei sostenitori della parata finale, ultimo atto di una serie di iniziative che hanno colorato queste settimane e che ci hanno fatto riflettere su quanta strada resti ancora da fare nel campo dei diritti. E’ passato, infatti,  un anno da quella che resterà una data storica per il nostro Paese: l’11 maggio 2016 il Parlamento finalmente ha approvato il testo sulle Unioni Civili. Un legge attesa da tanti, troppi, anni. Un testo su cui purtroppo si è dovuto fare ancora una volta un compromesso.

Ma è stato un passo importantissimo, fondamentale. Vogliamo e chiediamo che sia solo il primo però.  Anche per questo sfileremo ad Arezzo il 27 maggio: per chiedere alla Politica ancora più coraggio.

In questo anno sono stati i giudici a garantire il diritto dei figli di coppie omogenitoriali ad essere riconosciuti come tali, a veder garantita la continuità affettiva. Sono state le aule dei tribunali e non la Politica a tutelare quei nuclei familiari esistenti, a riconoscere quelle famiglie che di fatto già lo sono. Perché cosa si definisce famiglia, se non con quel nucleo dove ci sia ama?!

Stiamo vivendo un periodo strano, stanco, quasi pericoloso: rischiamo essere spettatori impassibili al crescere delle disuguaglianze, al soffiare forte del vento di populismi e nazionalismi, fino a quello dell’intolleranza.

Un periodo in cui la crisi economica, ma anche la grande crisi dei Partiti della sinistra europei e mondiali, rischia di mettere in dubbio la centralità di questi temi, la loro urgenza. Quasi per paura di non innescare quella lotta su quali siano le battaglie prioritarie da portare avanti.

Ecco, per noi i diritti civili lo sono.

Vogliamo costruire una società più inclusiva, più accogliente. Una società di tutte e tutti. Una società in cui non si abbia paura dell’amore, paura delle differenze; perché le differenze arricchiscono, non devono spaventare.

Abbiamo paura, invece, delle offese, delle discriminazioni, del bullismo e della grettezza del pensiero. Siamo convinti che libertà e uguaglianza siano il termometro della felicità, la via attraverso cui costruire una società migliore, dove tutti e tutti ci si senta “più ricchi” perché il riconoscimento dei diritti e della libertà di tutti, non scalfisce né limita la liberta di nessuno. Ci sembrano un concetti così semplici, quasi banali.

Eppure non lo sono, ed i fatti, purtroppo, lo dimostrano: la legge in merito al contrasto di omofobia e transfobia, dopo essere stata emendata con l’ennesimo compromesso, è ferma al Senato. Non da giorni, ma da anni: dal 19 settembre 2013.

È necessario ricordala questa battaglia di civiltà che si è arenata, ed è importante farlo non solo oggi, nella Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la trans fobia.

La domanda che sorge spontanea è: perché avere paura dell’arcobaleno? Perché dire che questi temi sono secondari, non urgenti?! Ci lamentiamo della distanza della Politica dalla vita delle persone; ecco, allora ripartiamo da qui, dalla vita reale, dai bisogni delle persone, dai loro diritti. Chiediamo ancora, tutti insieme e con più forza:  maggiore coraggio da parte delle istituzioni, da parte della Politica.

Alle istituzioni e alla Politica chiediamo di farlo con noi, di sfilare in piazza insieme,  per testimoniare il nostro supporto ad un cammino di dignità, uguaglianza, diritti, rispetto, riconoscimento. Riconoscimento e denuncia dei soprusi, dell’omobullismo, di tutte le forme di violenza: non solo di quanto accade qui, attorno a noi, ma anche altrove. Ci ricordiamo ancora la Cecenia, e quanto abbiamo letto avviene lì?! Atti che possono essere tacciati come crimini contro l’umanità. Ragazzi come noi, più o meno giovani, relegati in campi e seviziati perché omosessuali o presunti tali. Sono ragazzi come noi quelli cresciuti dovendo celare la loro identità sessuale, per la paura ad essere se stessi, perché diversi. Sono ragazzi come noi anche i bulli, gli ignoranti, quanti non si chiedono perché. E chi siamo noi? Perché scendiamo in piazza? Perché da anni portiamo avanti questa battaglia di civiltà? Siamo ragazzi che hanno fatto una scelta, non di parte ma per la società, per provare a renderla migliore, più giusta, più bella, perfino più colorata. Ci ostiamo a spiegarla anche a chi non la ascolta, a chi non la comprende, a chi non la vuole conoscere e ne ha paura. Sempre con la stessa domanda: perché  avere paura dell’arcobaleno e dell’amore? Niente stereotipi, nessuna fantomatica e pericolosa teoria gender : solo persone come noi, uguali a noi. Persone con cui sfilare a fianco, insieme, uniti. Perché le grandi battaglie si possono vincere solo così.  In questo fiume, con questo orgoglio incontenibile, noi sabato saremo ad Arezzo. Perché avere paura dell’arcobaleno? Sono così belli il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, il viola…incontenibilmente orgogliosi, i GD Toscana ci saranno

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